Questi contratti salvano davvero i salari?

24/07/2003

      giovedì 24 luglio 2003

      Questi contratti salvano davvero i salari?
      I rinnovi hanno puntato alla tutela del potere d’acquisto. Ma i risultati non sono uguali per tutti

      Giampiero Rossi

      MILANO L’inflazione c’è e si vede. I salari, lo conferma l’Istat, riescono nel loro complesso a tenere il passo dell’aumento dei prezzi. I conatti collettivi, quelli che dovrebro portare l’adeguamento delle buste paga per milioni di lavoratori, sono parti lunghi e dolorosi.
      Tra le principali categorie mancano ancora all’appello dei rinnovi il pubblico impiego, i tessili, gli autoferrotranvieri, i bancari e il comercio. Per gli altri, quelli che bene o
      male un nuovo contratto ce l’hanno, i sindacati sono convinti di essere riusciti a tamponare l’emorragia del potere d’acquisto dei salari. «La maggior parte degli
      accordi sono andati un po’ oltre l’inflazione programmata – spiega Carla Cantone, segretaria confederale della Cgil – anche perché sin dall’inizio è stato evidente che le
      previsioni offerte da questo governo erano del tutto irrealistiche».
      Di conseguenza anche dal versante imprenditoriale, sebbene al prezzo di estenuanti tiri alla fune, è prevalsa la disponibilità a riconoscere adeguamenti in linea con la spinta inflazionistica. «Con la sola eccezione dei metalmeccanici – sottolinea Carla Cantone – peché è in questa categoria che Confindustria ha voluto tentare l’attacco al ruolo stesso del contratto nazionale, sperando poi di estendere ad altri tavoli il nuovo modello. Ma
      questo giochino non è riuscito, come stanno a dimostare gli accordi». Che spesso, addirittura, vanno persino controcorrente rispetto alla riforma del mercato del lavoro.
      Ecco, dunque come sono stati ritoccati i salari dei lavoratori delle principali categorie che hanno rinnovato il contratto negli ultimi mesi.
      Ferrovie. In busta paga ci saranno incrementi medi per un totale di 115 euro mensili (50 euro dall’1 settembre 2003 più altri 35 euro dall’1 luglio 2004 sui minimi
      contrattuali; 15 euro dall’1 gennaio 2004, più altri 15 euro dall’1 settembre 2004 sul trattamento accessorio Fs). Inoltre è prevista la corresponsione di un importo
      una tantum di 2.150 euro a copertura del periodo di vacanza contrattuale, erogati in due tranche: 1.600 a giugno 2003 e 550 ad agosto 2003.
      Telecomunicazioni. Aumento medio di 91 euro, pari al 6,4% (2,3% di inflazione per il periodo precedente il 1º gennaio 2001-31 dicembre 2002, il 2,7% di recupero
      inflazione programmata per il secondo biennio, una quota ulteriore di 1,4%) e una tantum di 250 euro.
      Poste. Il salario aumenta di 80 euro complessivi. Buste paga con 40 euro in più da subito e una seconda tranche (20 euro) arriverà a marzo; poi 20 a giugno e 20 a ottobre 2004. All’incremento dei minimi tabellari – è del 7,5% – si aggiungono indennità legate alle
      nuove figure professionali e al salario sociale: complessivamente l’aumento supera il 10%, più o meno quanto richiesto dai sindacati.
      Turismo. Aumento di 118 euro, però su base quadriennale (2002-2005), oltre all’una tantum di 300 euro a copertura del periodo di “vacatio” contrattuale. Gli aumenti verranno corrisposti in quattro tranche (40 a luglio 2003, 30 a dicembre 2003, 30 a settembre 2004 e 18 a luglio 2005).
      Assicurazioni. Aumenti mensili medi dell’ordine di 129 euro, pari al 7,17% e superiori ai livelli inflattivi del periodo, che erano del 6,31%. E c’è anche il riconoscimento di 1.915 euro di arretrato in media a testa e incrementi più consistenti in busta paga per gli
      addetti ai call center (2% in più rispetto agli altri).
      Alimentari. Aumento medio di 96 euro divisi in tre tranches: 40 euro all’1 giugno 2003, 40 all’1 marzo 2004 e 16 all’1 novembre 2004. Certificazione che l’aumento, oltre alla copertura integrale del differenziale inflattivo del biennio pregresso, corrisponde per il
      biennio economico 2003-2005 al 4,05% e non fa, quindi, riferimento all’inflazione programmata, bensì a quella reale.
      Funzione pubblica. Il beneficio economico mensile medio per il comparto enti pubblici è di euro 130,76. Per il comparto dei ministeri incremento medio sul sesto
      livello pari a Euro 109.39: oltre l’80% incrementa il salario fisso (tabellare e indennità di amministrazione), con decorrenze al 1 gennaio 2002 e al 1 gennaio 2003.
      Scuola. L’aumento è di 140 euro, divisi in due tranches, sfora il 6% e arriva però 19 mesi dopo la scadenza del precedente contratto. La firma definitiva, tra l’altro, è
      prevista proprio per oggi.
      Metalmeccanici. E’ l’accordo separato, firmato solo da Fim-Cisl e Uilm e respinto dalla Fiom-Cgil. Prevede un aumento medio mensile al quinto livello, a regime di
      90 euro: 45 euro all’1 luglio 2003, 24 euro dall’1 febbraio 2004 e 21 euro a conguaglio, all’1 dicembre 2004, considerati cioè un anticipo sullo scarto tra inflazione reale e
      inflazione programmata 2003-2004. C’è anche un’una tantum di 220 euro (115 a giugno
      2003 e 105 gennaio 2004).