Quest’anno vacanze americane

09/02/2005
    del lunedì
    lunedì 7 febbraio 2004

    sezione: ECONOMIA – pagina 11

    TURISMO Secondo Trademark-Sociometrica la debolezza del dollaro spingerà gli italiani verso gli Stati Uniti
    Quest’anno vacanze americane
    Cresce la preferenza anche per le località del Mar Mediterraneo Il budget medio della famiglia sarà di 1.330 euro

    ENRICO NETTI
    Tanta Italia, tante mete del Mediterraneo ma il 2005, per chi sceglierà una destinazione oltreconfine, sarà l’anno delle vacanze a stelle e strisce. A far spiccare il volo verso gli Usa è la quotazione del dollaro che rende particolarmente conveniente la vacanza negli States e in altre mete di forte appeal come Cuba e Brasile. A dirlo è l’indagine «Dove vanno in vacanza gli italiani 2005», realizzata, con interviste a 2.124 persone rappresentative della popolazione italiana, da Trademark Italia e Sociometrica (consultabile sul sito www. agcom.it) che Il Sole-24 Ore anticipa.

    L’estate che verrà. L’anno andrà meglio del 2004, complessivamente il valore stimato del business sarà di circa 19 miliardi, e dal sondaggio emerge che saranno premiate, oltre all’Italia, le mete del bacino del Mediterraneo. Circa un 15% degli italiani dice che sceglierà (sicuramente o forse) l’estero e tra le destinazioni extraeuropee gli Usa sono in vetta alle preferenze (+8,3% rispetto al 2004) grazie al cambio favorevole. «C’è la percezione che tutto negli States sia scontato di un terzo» rimarca Antonio Preiti, consulente di Sociometrica ed esperto di marketing turistico. E tra coloro che hanno già scelto gli Usa il 7% resterà per almeno tre settimane. Per i giovani adulti (25-30enni) le mete desiderate sono Australia e Nuova Zelanda, che rimpiazzano l’oceano Indiano e l’area indonesiana.

    In generale riscuote un buon successo il Mediterraneo (+4,3%), la Grecia viene premiata da un +7,6% nelle preferenze, l’Europa continentale (+3,9%) e le sue capitali (Praga, Parigi, Londra Vienna e Berlino) mentre i paesi extraeuropei scendono dello 0,7%. Tra le concause, oltre alla tragedia dello tsunami, c’è il timore di malattie e attentati. E per la prima volta, secondo l’indagine, gli italiani parlano negativamente delle vacanze in paesi musulmani anche se il Mar Rosso è considerato una destinazione quasi di massa nonostante il caldo estremo.


    Più del 70% degli italiani resterà dentro i confini, sparsi tra le piccole città d’arte che catalizzano un forte interesse (+5,3%) dove si cavalcherà il fenomeno dei bed & breakfast e dell’ospitalità informale. Aumentano gli estimatori delle coste del Sud Italia (+4,6%) con Ischia che mette a segno un +7%, della Sardegna (+3,8%), delle grandi città d’arte (+3,2%), dei laghi (+2,4%) e della riviera ligure di levante (+4,2%) ma quella di ponente è vista in leggera flessione (-1,2%). Trend in leggera crescita per la Romagna (+1,6%) e le coste del Nord-Est (+1,3%) mentre scendono le preferenze per le montagne dell’Appennino (-2,2%), il mare della Toscana (-3,1%), la montagna (-3,3%), le coste della Sicilia (-3,6%).


    Si spenderà di più. In tutti i casi c’è la consapevolezza che si dovrà spendere un po’ di più, il 56% si dice pronto a pagare aumenti medi del 5% e l’87% conferma che farà lo stesso numero di giorni di vacanza del 2004. Il budget preventivato dalla famiglia media viene così ritoccato all’insù e raggiunge i 1.330 euro, (+5,6%). Complessivamente lo studio stima in circa 17 miliardi la spesa diretta, quei consumi chiave come trasporto, alloggio e ristorazione. In cinque anni la famiglia Rossi ha visto crescere del 22% la spesa. La maggior parte (36,4%) spenderà tra i 501 e 1.200 euro, il 29,8% tra 1.201 e 1.500 À , un altro 9,2% arriverà ai À nati (4,7%) che supererà questa cifra.

    Tanto fai da te. Abitudinari, amanti del «fai da te» e con la tendenza a scegliere il più tardi possibile: gli italiani si organizzano così. Un quarto del campione dice che non prenoterà mentre sono in crescita (al 14,2%) gli entusiasti del last minute, chi prenota entro cinque giorni dalla partenza. Per tutti il mese clou per la vacanza principale resta il caotico agosto ma con una leggera flessione (dal 44,6% dl 2004 al 43,2% del 2005). Guadagnano vacanzieri i mesi di dicembre (dal 4,1 al 6,2%) e maggio-giugno (dal 9,6% al 10,8%). E quasi il 39% dichiara che, all’inizio di febbraio, ha già deciso la destinazione, contro il 33,2% del 2004. Il 59,1% dice che tornerà nel solito posto, il 26,8% in uno già conosciuto e il 14,1% non sa decidersi. Il 68,6% è abituato ad organizzarsi la vacanza da solo, informandosi prima su Internet (10,9%). Nella scelta della meta un peso rilevante l’ha il passaparola di amici e conoscenti (42,1%), pareri che aiutano nella scelta della località, mentre si darà più spazio agli interessi personali (37,4%) aiutandosi con la consultazione di guide, magazine e riviste di turismo (21,2%).