«Questa sanatoria è offensiva»

10/02/2002


TOSCANA




sabato 9 febbraio 2002
�Questa sanatoria � offensiva�
La nuova legge non piace a sindacati e associazioni
�Non � sufficiente a risolvere il lavoro sommerso�

di Cristina Orsini

FIRENZE. Alla sanatoria proposta dal governo che dovrebbe regolarizzare tutti gli extracomunitari clandestini impiegati come colf e per l’assistenza a anziani e disabili, dicono no associazioni e sindacato toscani. La norma, inviata in Senato e da inserire nella legge Fini-Bossi, riguarda le colf impiegate prima del primo gennaio 2002 e prevede �una tantum� di contributi di tre mesi da versare all’Inps, la presentazione da parte del datore di lavoro un’autocertificazione da consegnare in Prefettura e la possibilit� per l’extracomunitario di ottenere un permesso di soggiorno di un anno rinnovabile. E se Bossi, per primo, ha levato gli scudi paventando eserciti di prostitute col titolo di collaboratrici domestiche, la Cigl a Rimini, ha votato un ordine del giorno durissimo contro il ministro �perch� si offendono in questo modo migliaia di lavoratori�.
Dalida Angelini, della Filcams toscana, non ha dubbi: �Se davvero si vuole risolvere il problema del sommerso nel lavoro presso le famiglie, la sanatoria non � sufficiente. Bisogna mettere in campo, come la Cgil aveva proposto gi� due anni fa, anche una serie di incentivi: bunus fiscali, detrazioni sulle tasse dei contributi da versare, per esempio. Perch� oramai la collaboratrice domestica o l’assistente di persone inabili e anziane non � un lusso ma � una esigenza�. E per scongiurare il rischio di ulteriori assunzioni in nero �si potrebbe pensare a una serie di azioni di verifca e di controilli�.
Anche in Toscana i numeri della galassia-immigrazione sono enormi: sono 115 circa gli immigrati regolari in Toscana, mentre sarebbero 20-25mila i clandestini (circa il 20% della cifra totale). Per quanto concerne il settore del lavoro presso famiglie gli immigrati sarebbero – una cifra solo stimata perch� il sommerso � elevato – tra le 9mila e le 12mila unit�. Di questo esercito di colf e assistenti di famiglia, molti, moltissimi sarebbero impiegati in nero, senza alcuna garanzia, e una buona fetta sarebbe anche clandestina: �Perch� ci sono meno controlli, perch� c’� minore visibilit� e perch� i canali per le assunzioni sono i pi� disparati – spiega Filippo Miraglia, responsabile dell’associazione �Nero e non solo� – Ed � assolutamente vero che se la percentuale di sommerso in altri campi lavorativi raggiunge circa il 20%, nelle occupazioni in famiglia � certamente pi� alta�.
Anche secondo Miraglia la sanatoria proposta dal governo potrebbe non raggiungere gli obiettivi che si prefigge. �Perch� si potrebbe riproporre un meccanismo, pericoloso, che � anche gi� accaduto. Si potrebbe cio� aprire un mercato di posti di lavoro in famiglia. Se esistono condizioni qualcuno potrebbe offrirsi, dietro pagamento di denaro, di soddisfarle. Per cui ci potremmo trovare con persone che si inventano di essere collaboratori domestici ma che non lo sono e nello stesso tempo con una compra-vendita illecita di forza lavoro di vastissime proporzioni e difficilmente controllabile�. In Toscana la necessit� di mano d’opera � altissima: �secondo una mia stima siano attorno alle 20mila unit� annue – continua Miraglia – e impiegabile in moltissimi campi�.
Gli industriali di Lucca, per esempio, hanno compiuto uno studio in base al quale occorrerebbero almeno 3-4mila immigrati da impiegare nelle industrie, soprattutto cartiere anche nel settore dell’agricoltura. Nel Chianti, per la coltivazione delle viti, ne occorrerebbero altrettanti, ma anche nel pistoiese per la gestione dei vivai e nella zona del cuoio per le concerie. �Si tratta dei lavori pi� faticosi e meno retribuiti – conclude Miraglia – che i toscani non vogliono pi� fare�.