“Quercia” Parigi, nasce il superpartito di Chirac

18/11/2002

16 novembre 2002

 
 
Pagina 16 – Esteri
 
 
Per fondare l´Ump, il presidente prende a modello il Pp di Aznar e sceglie come simbolo la quercia
Parigi, nasce il superpartito di Chirac la destra francese non è più divisa
          DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
          GIAMPIERO MARTINOTTI

          PARIGI – La destra francese fa la sua rivoluzione, mette la sordina a trent´anni di lacerazioni e si unisce in un partito unico, prendendo a modello il Partito popolare di José Maria Aznar, ma scegliendo come simbolo una quercia, come i Ds. Nel triste Parco delle esposizioni del Bourget, alla periferia della capitale, neogollisti, liberali e centristi hanno dato vita alla nuova formazione, imposta da Jacques Chirac dopo la sua trionfale rielezione all´Eliseo e battezzata Unione per un movimento popolare (Ump). Al vertice è stato eletto Alain Juppé, ex primo ministro e possibile candidato alle presidenziali del 2007. In un clima da kermesse, i ventiquattromila militanti del nuovo partito presenti hanno cercato di dimenticare le vecchie rivalità e solo un piccolo drappello di centristi, guidati da François Bayrou, ha disertato la festa e deciso di mantenere in piedi una struttura autonoma.
          Paradossalmente, è stato il nemico storico della destra democratica, Jean-Marie Le Pen, a fare il miracolo: arrivando al ballottaggio delle presidenziali, ha spinto i moderati ad unirsi. In passato, il Fronte nazionale ha spesso favorito le vittorie elettorali della sinistra e il successo di Le Pen, nella scorsa primavera, è stato un vero elettrochoc: i leader moderati hanno capito che solo una destra unita può arginare il lepenismo. Chirac e i suoi colonnelli non hanno perso tempo e in meno di sei mesi il presidente è riuscito a imporre l´unificazione.
          Scompaiono così, almeno formalmente, le tre anime storiche della destra francese: bonapartista, legittimista e orléanista. Si fa da parte l´Rpr neogollista, che aveva sempre difeso una République giacobina, fedele al mito della nazione e al tempo stesso attenta al sociale e alla difesa dei servizi pubblici; si scioglie il magma liberale, creatura di Valéry Giscard d´Estaing, più europeista; si allinea, con l´eccezione che abbiamo detto, il piccolo mondo centrista, erede della democrazia cristiana e del federalismo europeista.
          La nuova formazione, che ha scelto un simbolo rossoblu con una quercia bianca al cerchio, si richiama già nel nome al Partito popolare europeo di cui fa parte. A salutarla sono venuti ieri Angela Merkel, presidente della tedesca Cdu, il primo ministro portoghese, José Manuel Durao Barroso, Antonio Tajani con il saluto di Berlusconi (molto applaudito) e soprattutto il premier spagnolo. Aznar ha unificato le varie anime della destra spagnola e proprio il suo successo fa sognare Alain Juppé. Il vero problema della neonata Ump, infatti, è proprio quello di evitare che i partiti appena sotterrati rinascano sotto forma di correnti. E che insieme a loro rinascano le rivalità personali: il primo ministro, Jean-Pierre Raffarin, e il ministro degli Interni, Nicolas Sarkozy, sono considerati come concorrenti di Juppé per le presidenziali, anche se nessuno dei tre ha avuto ieri il successo di Bernadette Chirac, popolarissima moglie del presidente, accolta da un´interminabile ovazione. In ogni caso, l´unione per il momento è fatta e la nascita dell´Ump fa riflettere anche a sinistra: alcuni leader della gauche hanno proposto la creazione di un partito unico progressista, ma i tempi non sono ancora maturi e il progetto, per ora, resta nel cassetto.