Quercia minacciata dal duello d’autunno

09/07/2002

9 luglio 2002



NEI DS

Quercia minacciata dal duello d’autunno
Bersani: cercherò di convincere Sergio

      ROMA – Il senatore Claudio Petruccioli intravede il compagno di partito Pierluigi Bersani e gli va incontro. Sventola un mazzo di ritagli dei quotidiani di questi giorni e sbotta: «Pierluigi, che facciamo? Aspettiamo che l’onda ci travolga?». L’ex ministro non ha bisogno di chiedergli a cosa alluda, ha capito benissimo che le preoccupazioni di Petruccioli sono riferite al duro confronto che si è aperto a sinistra, Sergio Cofferati da una parte e Massimo D’Alema dall’altra. Del resto il senatore non è la prima persona che ieri ha apostrofato Bersani chiedendogli lumi sulla battaglia d’autunno, sullo scontro di leadership che rischia di aprirsi nella Quercia. A tutti l’ex ministro ha risposto come avrebbe fatto il segretario Piero Fassino: «Mi batterò perché non succeda». I segnali, però ci sono tutti. Cofferati alterna censure ai gruppi dirigenti dell’Ulivo a interventi – quasi sempre ai dibattiti di Aprile , il correntone Ds – in cui sciorina indicazioni programmatiche alternative, tutte centrate sulla sinistra dei Valori e dell’Identità. D’Alema evita per ora di rinfocolare le polemiche sul suo intervento alla Camera nel dopo Scajola, ma non fa mistero di guardare da tutt’altra parte. «Bisogna uscire dal recinto dell’ortodossia socialdemocratica» sostiene e spesso aggiunge che «una sinistra che rappresenta un sistema di welfare poggiato su una minoranza sociale difficilmente guiderà la nazione». Cofferati pensa a ricostruire la sinistra dal basso coinvolgendo movimenti, reti, associazionismo di base e lo stesso sindacato rosso. D’Alema guarda, invece, a Tony Blair, che rischia di beccarsi uno sciopero delle Trade Unions.
      Accadrà, quindi, che ci sarà una conta delle presenze alle feste dell’
      Unità ? Quante federazioni inviteranno Cofferati e quante D’Alema? E poi all’assise programmatica voluta da Fassino per l’autunno le due anime della Quercia si scontreranno duramente? Bersani lo esclude. A chi gli fa notare che Cofferati ha criticato direttamente anche lui, nonostante l’ottimo rapporto esistente, l’ex ministro risponde: «Mancavo solo io. Ero l’ultimo, si vede che Sergio ha voluto completare la collezione. E comunque io gli voglio bene, come prima». E non mi stancherò di ripetergli, aggiunge Bersani, che non sottovaluto la situazione e l’attacco ai diritti dei lavoratori. «Non so se lo convincerò, ma continuerò a ripeterglielo». Come Bersani e Fassino, chi non sembra aver nessuna voglia di nuovi duelli a sinistra è Giuliano Amato. In questi giorni sta attendo a dosare le parole e preferisce parlare d’Europa. Nelle ultime uscite pubbliche è stato attento a non lacerare il dialogo con Cofferati e per il ruolo che ha nella Convenzione europea il Dottor Sottile ha bisogno di avere una sponda in Blair.
      Chi, invece, tutto sommato punta a una radicalizzazione del dibattito è il gruppo dirigente del correntone. Il prossimo 16 luglio daranno battaglia nel direttivo della Quercia perché ci sia un giudizio fortemente negativo sul patto Maroni-Angeletti-Pezzotta e in prospettiva intendono utilizzare le feste dell’Unità e la conferenza d’autunno «per esplicitare le diverse linee strategiche», come sottolinea il portavoce di Aprile, Vincenzo Vita. Cofferati è il loro asso nella manica, ma devono stare attenti a non forzare i tempi. Il Cinese punta a lanciare un’Opa sulla Quercia ma non è detto che pensi di chiudere la partita già in autunno.
Dario Di Vico