Quelle azioni Cit « strapagate » da Tanzi

31/03/2005
    giovedì 31 marzo 2005

    sezione: FINANZA E MERCATI – pagina 35

    Quelle azioni Cit « strapagate » da Tanzi

      MARA MONTI

      MILANO • Quattro miliardi e mezzo di vecchie lire pagate dalla Itc& P di Tanzi per acquisire le quote di minoranza della Cit e sbloccare l’avvio della joint venture tra le società del turismo del gruppo di Collecchio e le Fs sotto l’insegna della Ecp ( European Consulting Partners). Soldi transitati su società estere e riferibili a dirigenti della Cit ai quali i titoli vennero « strapagati » , una cresta su cui ora gli inquirenti ipotizzano il pagamento di tangenti. È Sergio Piccini, l’uomo che teneva i rapporti con i politici per Calisto Tanzi, deceduto nel 2000, a ricostruire i canali di quei pagamenti davanti al pm di Roma, Pierfilippo Laviani. Spiega Piccini: « Al fine di non far saltare ancora una volta l’accordo, Itc& P decise di procedere all’acquisto delle quote di minoranza » , tra cui quelle detenute dall’allora presidente della Cit, Carlo Molé legato a Lorenzo Necci.

      Transazioni di denaro che portano la firma del vertice delle Fs, come dice ancora Piccini: « Furono l’amministratore delegato delle Fs Lorenzo Necci, il presidente Giorgio Crisci e l’a. d. della Cit Stefano Della Pietra a consigliare l’operazione, condizione indispensabile per varare la joint venture » . La quale prevedeva la costruzione della maggiore holding turistica italiana, riunendo Cit e le società turistiche di Tanzi. Ma il progetto, secondo quanto è stato accertato dalle indagini dei pm romani che hanno ottenuto il rinvio a giudizio per 15 imputati per corruzione, falso in bilancio, aggiotaggio, doveva servire ad altro: scaricare sulla Cit Viaggi i debiti del gruppo turistico di Collecchio, stimati circa 219 miliardi, fingendo un falso conferimento nella Ecp del ramo d’azienda delle attività turistiche valutate 108 miliardi di lire.

      Attraverso una serie di aumenti di capitale di Ecp ( 49% Fs, 49% Itc & P e 2% Banca di Roma), secondo gli inquirenti, l’operazione servì a Tanzi per ottenere un finanziamento di pari ammontare, ovvero 108 miliardi di lire. Ed è qui che entra di nuovo in gioco il giro di soldi per l’acquisto delle quote di minoranza della Cit.

        Infatti, immediatamente dopo il pagamento, spiega ancora Piccini, «venne approvata la delibera del consiglio di amministrazione della Cit per dare il via libera alla vendita delle agenzie e quindi all’accordo generale su Ecp». La dettagliata relazione di Piccini spiega anche come i pagamenti vennero girati a società panamensi e irlandesi. Le azioni Cit in carico alla Siat, società riferibile a Carlo Molé, vennero liquidate per 4,5 miliardi di lire nelle casse della società irlandese Amsted Company Ltd e pagate dalla Itc & P attraverso la Compagnie internationale du Turisme, il cui beneficiario era Giovanni Fioravanti, uomo di fiducia di Calisto Tanzi. Quello stesso Fioravanti, indagato a Roma per falso in bilancio, il quale insieme ad altri 12 ex amministratori della società turistica Donzelli Spa, avrebbe fatto figurare false fatture per operazioni commerciali insesitenti con Parmalat per centinaia di miliardi di lire, importi che secondo quanto accertato dal Gico della GdF di Roma, rappresentavano un finanziamento al gruppo di Collecchio.