Quei lavoratori rimasti senza “padrone”

19/04/2012

Avviate le procedure di licenziamento collettivo per i dipendenti di tre punti vendita autostradali tra Roma, Bologna e Milano. I sindacati: «Inaccettabile»

MILANO – L’accusa di Lucia Anile, della Filcams Cgil: «E’ un precedente pericoloso. Non vorremmo che venisse replicato lo stesso schema anche per le decine di concessioni in autostradali in scadenza entro il 2013». La difesa del gruppo controllato dalla famiglia Benetton: Il decreto liberalizzazioni avrebbe ridotto i margini di profitto sul canale autostradale, non possiamo farci carico del personale. La questione: 80 lavoratori appesi alle valutazioni delle aziende “subentranti” nel contratto di servizio, che rileveranno la concessione dei tre punti vendita tra Roma, Milano e Bologna (ora a marchio Autogrill) e che dovranno – lo mette nero su bianco anche il contratto collettivo del turismo – rilevare interamente il personale in esubero.
IL TAVOLO FIPE – Peccato che il primo tavolo convocato per l’11 aprile da Fipe – l’associazione datoriale che comprende le imprese della ristorazione – sia stato un buco nell’acqua, perché le aziende ipoteticamente interessate ai punti vendita di Milano e Bologna non si sono rese disponibili alla gestione del personale: Mc Donald’s (su Bologna), non ha neppure ritenuto necessario partecipare all’incontro, mentre Compass (per Milano) e aggiudicataria di una gara d’appalto, ha già fatto sapere che non intenderebbe garantire la continuità occupazionale. E ancora: la situazione dei lavoratori di Roma è persino più incerta a causa dell’assenza della società subentrante. Insomma: tempo di incertezza per circa 80 lavoratori Autogrill, autentico colosso nel campo della ristorazione con i suoi oltre 12mila dipendenti e commesse vinte ai quattro angoli del globo. Aeroporti, stazioni, aree di servizio autostradali: Autogrill è una società dai fondamentali solidi, quotata in Borsa il cui principale azionista è Schema34 (controllata al 100% da Edizione Holding, la finanziaria della famiglia Benetton). Eppure – denuncia Anile (Filcams Cgil) – avrebbe messo in atto un tentativo unilaterale – contrario alla prassi adottata finora e sancita dall’articolo 346 del contratto collettivo del turismo – di licenziamento collettivo aprendo, di fatto, le procedure di mobilità operative entro la fine di aprile.
LA MOBILITAZIONE – «Inaccettabile», è l’aggettivo più usato dalla categoria confederale della Cgil. «Scioperi, manifestazioni», è quanto ipotizza Anile che rincara: «Autogrill si è persino mostrata sorda rispetto alle nostre richieste di trasformare la procedura di mobilità in cassa integrazione e ci risulta usi anche dei contratti a termine di 14 giorni per sostituzione malattia, quando potrebbe dare la priorità a questi lavoratori in esubero». In realtà la questione è più complessa e investe anche il terreno della politica, soprattutto dopo le liberalizzazioni del governo Monti che consentono ora ai distributori di carburante di vendere prodotti alimentari sulle arterie autostradali. Una misura che ridurrebbe gli utili delle principali catene di ristorazione, Autogrill compresa.