Quasi tutta la Cgil sostiene la mozione Mussi

05/11/2004

              venerdì 5 novembre 2004

              Congresso Ds, 1200 esponenti del sindacato l’hanno firmata. La Gad rinvia il vertice sulle regionali

              Quasi tutta la Cgil sostiene la mozione Mussi

              ROMA Circa 1.200 gli esponenti sindacali della Cgil di tutta Italia hanno già deciso di aderire alla mozione congressuale “Una Sinistra forte. Una grande alleanza democratica” che ha come primi firmatari la coppia Mussi-Berlinguer. I dirigenti cigiellini hanno deciso di uscire allo scoperto con un appello a sostegno della mozione del correntone.

              Nel testo si ritiene «fondamentale la volontà di implementare la spinta, in Italia come in Europa, verso la costruzione di una grande forza socialista come elemento decisivo per bloccare qualsiasi tentativo di ricostruire un grande centro e liquidare nuovamente l’alternanza programmatica». Si tratta di «una scelta indispensabile per dar forza al riformismo radicale essenziale per governare i grandi cambiamenti che caratterizzano l’attuale periodo storico ed indirizzarli a favore dell’emancipazione dei più deboli e contro il crescere delle disuguaglianze».


              I dirigenti della Cgil sostengono che la loro scelta congressuale è «a favore di un forte partito nettamente ostile a qualsiasi ipotesi di ulteriori divisioni che, discriminando la sinistra tra riformisti e radicali, sono destinate solo a produrre sconfitte. Occorre invece rispondere positivamente a quelle esigenze di cambiamento e di costruzione di una forte sinistra di governo da tempo richiesta anche dai grandi movimenti sociali e dalla società civile».


              Tra i firmatari dell’appello ci sono 6 membri della segreteria nazionale (Carla Cantone, Titti Di Salvo, Fulvio Fammoni, Mauro Guzzonato, Paolo Nerozzi, Mirena Piccinini)e 5 segretari di categoria (Franco Chiriaco, Segretario Generale Flai-Cgil; Betty Leone, Segretario Generale Spi-Cgil; Emilio Miceli, Segretario Generale Slc-Cgil; Enrico Panini, Segretario Generale Flc-Cgil; Carlo Podda, Segretario Generale Fp-Cgil).


              Intanto nella Gad le acque sono un po’ agitate. Il vertice di oggi sulle candidature alle regionali è slittato. E da via Nazionale facevano notare che non sarebbe stato inutile attendere la presenza di Romano Prodi.


              In effetti restano ancora cinque i problemi irrisolti: Piemonte, Lombardia, Calabria, Puglia e Basilicata. Per la Lombardia il nodo è più legato al nome che a scelte politiche: non esiste nessun problema legato agli equilibri di partito, ma si sta solo valutando quale possa essere il candidato migliore per preparare il terreno per le comunali di Milano. E si fanno i nomi dell’imprenditore Sarfatti, di Agostinelli e di Pisapia (Prc). Ma non tutti la danno per persa. «Dobbiamo andare senza ricette preconfezionate e aperti a tutte le possibilità, anche perchè in Lombardia possiamo vincere», afferma il diessino Pierluigi Bersani. «Naturalmente – aggiunge – al di là del nome del candidato l’importante è trovare l’unità di tutte le forze del centrosinistra».