Quasi tre milioni di lavoratori in nero

21/05/2007
    domenica 20 maggio 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    Quasi tre milioni
    di lavoratori in nero

      Secondo i dati della Cgia di Mestre
      sottratti al fisco più di 47 miliardi

        Sono un esercito di quasi 2 milioni 852mila persone (espresse in unità di lavoro standard, ovvero come ci fossero 2.852.000 persone che lavorano in nero 8 ore al giorno) e contribuiscono a produrre un valore aggiunto pari a 88 miliardi 857 milioni di euro all’anno: sono questi i numeri dell’economia sommersa in Italia che sottrae dall’imponibile Irpef – ovviamente non versato al Fisco – una cifra stimata in quasi 47 miliardi e 112 milioni euro. Al top della classifica sull’economia sommersa c’è la provincia di Reggio Calabria, dove l’incidenza del valore aggiunto che viene prodotto dai lavoratori irregolari rappresenta il 18,3 % di quello totale. Spetta a Napoli, invece, registrare il più alto numero di lavoratori irregolari: quasi 224.500.

        È questa la prima fotografia scattata dall’Ufficio Studi della Cgia di Mestre sull’economia sommersa in Italia. Un’esplorazione dalla quale emerge una vera e propria polarizzazione dell’economia sommersa: dilagante nel Mezzogiorno più contenuta nel Centro-Nord. Ma dopo Napoli, il numero più alto di lavoratori in nero si trova a Milano (202.505) e Roma (178.881).

        Le province più virtuose sono Vercelli e Sondrio (3,1%), seguite da Cremona, Mantova, Belluno (3,2%).