Quanto vale il Pd? Tra il 28 e il 29 per cento

17/10/2007
    mercoledì 17 ottobre 2007

    Pagina 8 – Politica

    Quanto vale il Pd? Tra il 28 e il 29 per cento

      I sondaggisti analizzano il dopoprimarie. Elettore tipo: istruito e quarantenne

        Roma
        SONDAGGI Quanto vale il Pd? Per l’Swg, che l’incorona primo partito del Paese, appena sopra Forza Italia, oscilla tra il 27 – 28 per cento. Per la Gps la capacità di attrazione elettorale del partito di Veltroni arriverebbe invece al 29 per cento, Carlo Buttaroni, direttore di Gps, al lavoro sui risultati elettorali per il comitato 14 ottobre, fa un identikit dell’elettore tipo: quarantenne, diplomato o laureato, occupato o, se giovane, studente. «Ai seggi – dice – sono andati in gran parte persone che si autorappresentano e si sentono interni alla società. in prevalenza sono uomini, ma con una percentuale di donne superiore alle elezioni politiche, di buona istruzione, con un reddito fisso. un profilo questo che ricorre con una frequenza dieci volte superiore rispetto a quella di altri. la sfida per il partito sarebbe quella di allargare anche ai soggetti che si rappresentano ai margini o che si sentono esclusi forme di partecipazione sociale e di decisione come le primarie».

        La prossima settimana il comitato che ha organizzato le primarie presenterà l’analisi dei risultati. Ma già ora si registra l’effetto di attrazione dell’evento primarie rispetto agli elettori del centrodestra, «Anche se riguarda 300, 400mila persone tra quanti hanno partecipato al voto – dice Buttaroni – . è comunque un dato significativo perché si tratta di elettori moderati che tradizionalmente si presentano indecisi al voto politico».

        Roberto Weber, dell’Swg, considera molto alto l’appeal di Veltroni, anche se è penalizzato dal fatto che questo non è un buon momento per il centrosinistra. Alto è anche il gradimento di Fini, che supera quello di Berlusconi. Secondo Weber nel Pd i rapporti di forza sono «attualmente 65% favore dei Ds e 35% per la Margherita. Se il Pd espanderà la sua percentuale questa differenza tenderà ad attenuarsi». Se si votasse con la legge elettorale in vigore, oggi «non c’è alcun dubbio che vincerebbe la Cdl».

        Per il presidente di Swg la migliore legge elettorale per il Partito democratico è «certamente il doppio turno alla francese, sistema con il quale il Pd si avvantaggerebbe fortemente perché al secondo turno la sinistra radicale convergerebbe sui candidati dell’Ulivo. Con l’uninominale all’inglese, il turno unico secco, sarebbe l’intero centrosinistra a guadagnarci, grazie anche alle primarie dappertutto per la scelta dei candidati. Il Pd sta rinnovando i gruppi dirigenti, quindi a livello locale sarebbero molto forti».