Quanti amici ha la Federfarma

05/10/2007
    4 ottobre 2007 – ANNO XLV – N.40

      Pagina 54 – Rubriche

        Lobby continua

        Quanti amici ha la Federfarma

        DENISE PARDO

          Maestà, siri e valvassori
          Al Senato gran movida della lobby Federfarma nel mirino del deputato radicale Sergio D’Elia. A Giorgio Siri, presidente della Federfarma, non va giù che dopo l’ok a sorpresa della Camera all’emendamento di D’Elia anche i farmaci con ricetta, ma a carico del cittadino, siano venduti nei supermercati. Ora il testo è in discussione a Palazzo Madama. Ma la Federfarma spera nello stralcio, puntando sul ministro della Salute Livia Turco (per lei, tecnica, i supermercati non sono idonei per quei farmaci) e sull’ex Francesco Storace, affettuoso con la Federfarma.

            Siri, però, è tanto caro ai deputati. Per forza: la sua federazione distribuisce un cumulo di dobloni, circa 250 mila euro di contributi bipartisan qua e là nelle commissioni parlamentari, Sanità in primo luogo.

              Nomi? Impossibile, dopo che nel febbraio 2006 è passato un decreto che innalza da 6.600 a 50 mila euro l’obbligo di dichiarare i contributi dei privati. Prima le regalie della Federfarma sono andate a deputati di Ds, Forza Italia e An. Ma nel 2006 solo la Lega ha denunciato 15 mila euro. D’Elia, scatenato, minaccia il quesito referendario se la norma verrà cassata. Siri si fa in quattro. Turco, piccata, replica che le scelte non dipendono dal «foraggiamento» delle lobby. Banco di prova per la lobby del banco.