Quando si ribellano gli schiavi. A Latina gli indiani scioperano

04/05/2010

Manca solo la data. Ma a questo punto è un accessorio. La notizia è che a Latina ci si prepara a scioperare. Non sarà uno sciopero qualunque. Per la prima volta in piazza andranno i nuovi schiavi dell’agro pontino. Di nazionalità sono indiani, anche se per la maggioranza della popolazione italiana sono dei fantasmi. Degli spettri di carne e ossa che per pochi euro al giorno (dai due ai quattro euro all’ora) mantengono in vita il settore agricolo della zona e permettono alle aziende agricole locali, una buona fetta legate alla Camorra, di fare lauti affari. Fantasmi, dicevamo. Anche lo Stato spesso li considera tali. Molti non hanno il permesso di soggiorno. Spesso è scaduto o in via di definizione. Alle volte è nelle mani dei loro padroni che ne fanno un’arma di ricatto. Vivono quasi tutti in una sorta di limbo fatto di sudore, sfruttamento e lavoro senza regole. La Flai Cgil locale ha calcolato che in questa immensa pianura bonificata ai tempi del Duce sono circa 10mila le imprese regolarmente segnate alla Camera di Commercio, mache in realtà ce ne siano almeno il triplo (e cioè 30mila) in attività.
Mentre i lavoratori, nei picchi stagionali, possono arrivare anche a 60forse 70mila.Èimpossibile calcolarli tutti. In agricoltura lo sfruttamento della manodopera è quasi la norma. E non solo a Latina. In Italia è stato stimato che il 90% delle ore lavorate nelle regioni del Mezzogiorno siano a nero. La percentuale scende al50%per le regioni centrali e al30% al nord. E non importa la nazionalità. Naturalmente i lavoratori migranti sono l’anello più debole di questa catena di sfruttamento. Di questi, secondo il sindacato della Cgil, circa 60mila sono quelli che vivono in condizioni di degrado simili a quelle viste a Rosarno.
PROTESTA
Ora, una fetta di questi ha deciso di farsi sentire. Alzare la voce, per reclamare diritti e una vita dignitosa. Gli indiani sono molto apprezzati nella zona. Lavorano tanto e bene e conoscono poco o niente la lingua italiana. Due condizioni essenziali per lo sfruttamento. Tra le varie comunità, oltre ad essere quella più numerosa, quella indiana (uomini per lo più, provenienti dalla regione del Punjab), è però quella più organizzata. Gli oltre seimila indiani regolari
hanno creato le loro chiese, punti di raccolta e di aggregazione. E proprio girando tra le chiese che la Cgil locale ha creato un consenso ampio. Quanto però? Perché proprio la partecipazione a una manifestazione di piazza l’incognita più grande in questi casi. Il sindacato non dà cifre. È sicuro, però, di poter riempire la piazza della Prefettura di Latina. E di poter portare.
quindi, qualche migliaio di lavoratori stagionali a manifestare. E se possibile coinvolgendonon solo la zona di Latinamatutto il Lazio. E quando si sciopera? La data è ancora in via di definizione. Su quella si sta lavorando. «A breve» dicono fonti sindacali. Più probabile la fine del mese. Ma ancora manca qualche passaggio. Perché non sarà uno sciopero qualunque. Sarà la prima volta che gli schiavi si organizzano.