Quando licenzia la Cgil

24/09/2007
    domenica 23 settembre 2007

    Pagina 8 – CAPITALE & LAVORO

      Quando licenzia la Cgil

        Via Crescentini, storico difensore degli edili napoletani

          Francesca Pilla

          Napoli
          Venticinque anni passati a fare il sindacalista, nei cantieri edili cuore del lavoro nero e dell’evasione sicurezza, da 4 anni alla dirigenza dello sportello antimobbing di Napoli, Ciro Crescentini, 47 anni è stato il più giovane dirigente della Fillea-Cgil. E’ stato, perché l’organizzazione l’ha licenziato, ed è difficile trovare precedenti simili. Finora i motivi di rimozione hanno riguardato infatti fatti gravi come l’accusa di corruzione o in caso d’arresto. Oggi il motivo formale è il rinnovo dei quadri. Con una lettera il segretario generale Giovanni Sannino gli ha comunicato la «risoluzione del rapporto di lavoro». Da lunedì dovrà lasciare ogni vertenza, prendere le sue carte e dimenticare di essere un sindacalista. Sembrerà assurdo, ma nelle organizzazioni sindacali, così come nei partiti e negli enti religiosi, vige un rapporto fiduciario e non viene applicato l’articolo 18.

          Certo, gli è stato offerto un posto nella cassa edile, ma si è rifiutato perché avrebbe ottenuto un demansionamento e perché dalle lotte affianco ai lavoratori sarebbe passato a sfogliare pratiche. Gli è stata anche stata offerta una buonuscita di 150 mila euro, ma ha detto no: «Ho una dignità – spiega – provengo da una famiglia poverissima, mio padre è stato licenziato quando non c’era lo statuto dei lavoratori. Non ho mai fatto compromessi per i miei assistiti non vedo perché dovrei comportarmi diversamente per me stesso». «E’ uno di quelli – sostiene il dottor Francesco Blasi, dell’Asl Napoli 1 – che non si è mai ‘venduto’ un lavoratore mobbizzato cercando il compromesso con l’azienda, ma è sempre arrivato al processo ottenendo il giusto risarcimento. Per noi dello sportello antimobbing sarebbe un vuoto incolmabile».

          Crescentini impugnerà il licenziamento per discriminazione sul lavoro. La sua è una storia da sindacalista senza macchia e di continue denunce contro i cantieri abusivi e perfino contro l’ispettorato del lavoro, reo, secondo lui, di non essere intervenuto dopo alcune segnalazioni documentate. Aveva presentato un esposto alla procura e si era ritrovato il fascicolo sulle scrivanie della sede napoletana. Temendo per la propria incolumità, aveva provveduto a una nuova denuncia per violazione di segreto istruttorio e privacy. Troppo rumore, secondo alcuni, tant’è che già lo scorso gennaio il segretario l’aveva sollevato dall’incarico. Sannino però era tornato sui suoi passi anche perché non era passato per la commissione di garanzia interna. Ne è seguito un lungo carteggio tra i due, lettere e raccomandate che Crescentini ha conservato accuratamente. Ma la posizione di Sannino è perentoria: la Cgil ha offerto a Crescentini «una idonea e più che dignitosa collocazione». Il segretario nega ci sia discriminazione di carattere politico e ha sostenuto di averlo difeso in diverse sedi contro chi voleva estrometterlo.

          A Crescentini è andata la solidarietà del Prc tramite il segretario regionale Giuseppe De Cristofaro. Il senatore Tommaso Sodano, con cui ha portato avanti più di una battaglia, ha detto: «Questo è un grave attacco alle libertà individuali e una macchia per la Cgil. Crescentini è un sindacalista vero che si muove in un contesto delicato, come quello edile, dove troppo spesso prevalgono logiche consociativiste». Al suo fianco si schierano anche Alberto Trama, del comitato direttivo Napoli e Anna De Biasi, direttivo nazionale, che lunedì in segno di protesta restituiranno la tessera del sindacato.