Quando è consentita e vietata la somministrazione di lavoro

La somministrazione di lavoro a tempo determinato è ammessa a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili all’ordinaria attività dell’utilizzatore.
L’art. 86 del decreto legislativo 276 di introduzione della somministrazione di lavoro,con riferimento alla abrogazione degli art. da 1 a 11 della legge n. 196/1997 stabilisce un regime transitorio in ragione del quale le clausole dei contratti collettivi nazionali di lavoro stipulate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lett. a) della medesima legge e vigenti alla data di entrata in vigore del decreto, mantengono, in via transitoria e salve diverse intese, la loro efficacia fino alla data di scadenza dei contratti collettivi nazionali di lavoro, con esclusivo riferimento alla determinazione per via contrattuale delle esigenze di carattere temporaneo che consentono la somministrazione di lavoro a termine.

Il D.Lgs.276 stabilisce i casi in cui è vietata la somministrazione di lavoro. Cioè:

  • per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
  • salva diversa disposizione degli accordi sindacali, presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione ovvero presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione
  • da parte delle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche.

    Riportiamo di seguito la norma del lavoro interinale per consentire la valutazione delle differenze tra la vecchia e la nuova normativa

    Il contratto di fornitura di lavoro temporaneo può essere concluso:

    ·nei casi di utilizzazione temporanea di qualifiche non previste normalmente in azienda

    ·per sostituire personale assente

    ·nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria

    La legge finanziaria del 2001 all’art.117 ha, inoltre allargato la possibilità di "fornire" lavoratori domestici a persone fisiche o nucli familiari

      E’ VIETATA LA FORNITURA di lavoro temporaneo:

      ·per le qualifiche individuate dai CCNL avuto riguardo alla tutela della salute del lavoratore e di terzi;

        ·per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero

          ·quando negli ultimi 12 mesi si è proceduto a riduzione di personale o in CIG

            ·per le imprese che non hanno proceduto alla valutazione dei rischi

              ·per lavori particolarmente pericolosi individuati con decreto dal Ministro del Lavoro