Qualità, Italia ancora in coda

19/11/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
274, pag. 14 del 19/11/2002
Da Firenze
Fabio Donfrancesco



Guido Venturini, d.g. del Touring: bisogna elevare gli standard dell’offerta.

Qualità, Italia ancora in coda

È agli ultimi posti nella soddisfazione al cliente

Certificazione di qualità come opportunità di crescita e qualificazione locale in senso turistico: è il concetto di fondo che ha fatto da tema conduttore del convegno svoltosi ieri a Firenze e organizzato dal Touring club italiano. Sono stati numerosi gli interventi che hanno posto al centro dell’attenzione il forte ritardo del sistema Italia, e soprattutto delle aziende turistiche della penisola, a tenere il passo con la concorrenza straniera. Sulle migliaia di imprese turistiche, che operano attualmente sul mercato, infatti, solo 250 hanno ottenuto una certificazione della qualità dei loro processi produttivi.

´Siamo un paese che tradizionalmente rappresenta la culla della cultura storico-artistica mondiale ma, se parliamo di qualità e di grado di soddisfazione del cliente/turista, ci troviamo agli ultimi posti rispetto ai paesi nostri competitor’, ha commentato amaramente Guido Venturini, direttore generale Tci. ´Dobbiamo andare oltre le ”stelle” e le ”forchette” per riqualificare l’offerta dei servizi turistici e impegnarci ancora sotto il profilo infrastrutturale’, ha aggiunto il d.g. ´Per vincere la concorrenza internazionale, l’unica strada percorribile è quella della qualità, intesa come cultura e imprenditorialità turistica più qualificata’.

Elevare però gli standard di una struttura alberghiera, tramite la certificazione Iso 9001 e Iso 14001, dove i margini di guadagno sono in questo momento piuttosto ridotti, è un costo difficile da affrontare. ´Soprattutto se dal governo non c’è stata finora quell’attenzione dovuta a un comparto che produce il 6% del pil e il 9% dell’occupazione totale in Italia’, ha sottolineato Bernabò Bocca, presidente di Confturismo. Assenza ribadita anche dall’assessore al turismo della regione Toscana, Susanna Cenni.

Si tratta, per la stragrande maggioranza dei casi, di singoli imprenditori che hanno limitate risorse da investire e possono accedere soltanto ai fondi strutturali già previsti per altri settori. Su questo aspetto, si è soffermato Marco Frey, direttore di ricerca Iefe-Bocconi, che ha ricordato che nel Por 2000-2006 sono previsti interventi specifici sul turismo nell’ambito degli obiettivi 1 (regioni del Sud), 2 (in riferimento alla riqualificazione territoriale) e 3 (sulla formazione professionale). Oltre alla legge 488/92 e alla 215/92 sull’imprenditorialità femminile.

Malgrado questi limiti per gli aiuti disponibili, tutti si sono dichiarati convinti che la strada della qualità nelle imprese turistiche è quella giusta e qualcuno si è spinto anche oltre. ´Anche perché’, come ha detto Piergiorgio Togni, d.g. dell’Enit, ´bisogna continuare a investire nel settore’.

Il concetto di qualità ´deve essere introdotto anche in ambito di comune e di distretto, per fare veramente un sistema di qualità territoriale’, ha auspicato Domenico Lupo, vicepresidente Unai/Confindustria, che ha trovato un valido sostegno in Antonio Centi, responsabile della consulta turismo dell’Anci e, per quello che riguarda la tutela e la valorizzazione delle città d’arte, anche nelle parole di Ermete Realacci, presidente di Legambiente. Non è comunque detto che per ottenere la certificazione occorra essere un grande soggetto pubblico o privato, anzi. Tra i 13 vincitori del premio assegnato, a margine del convegno, da Certiquality, c’è il comune di Apricale, piccolo centro dell’entroterra di Imperia, con alle dipendenze solo quattro persone.

´L’Italia è tra i primi cinque leader mondiali del mercato turistico e, al tempo stesso, solo al 39° posto in termini di competitività’, ha ricordato Giampiero Bellini, presidente di Certiquality, concludendo il suo discorso e i lavori del convegno.