Pulizie: “Part time e straordinario sfruttati come i janitors”

14/03/2001

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"Part time e straordinario
sfruttati come i janitors"

I protagonisti


Sono andati a vederlo tutti, il film agrodolce di Kean Loach Bread and roses, e con un certo orgoglio e qualche lacrima perché la vita sullo schermo dei janitors, i pulitori di grattaceli di L.A., è tale e quale alla loro. «Anche noi siamo invisibili, anche noi sfruttati come gli operai di una volta» racconta Paolo, che ha cominciato venti anni fa «all’epoca guadagnavo 200 mila lire, era tanto per un operaio. Ero uno dei rari giovani, gli uomini venivano tutti dai cantieri, e c’erano tante donne con situazioni difficili: vedove, ragazzi madri, con mariti invalidi. Ora invece ci sono tanti giovani, anche diplomati. Tutti precari, o obbligati a diventare soci – lavoratori. Una volta una ditta restava anche venti anni in un ente: adesso con le gare d’appalto, è raro che duri tre anni».
«Sì siamo operai: operai a terra» racconta Marinella, 56 anni. «Adesso con la famosa piramide siamo divisi, ognuno un livello, con le donne sempre in basso. Tutti capetti e contro capetti che mangiano sul tuo lavoro. Nelle aziende piccole poi sei carne da macello: ti assumono con un contratto parttime con dodici ore a settimana, a undicimila lire nette l’ora. Il resto lo fai di straordinario, senza contributi, ferie e tfr».
«Si lavora in turni allucinanti continua Marinella due ore qui, due ore dall’altra parte della città. Guadagno un milione e mezzo al mese: certamente a fare la donna delle pulizie avrei guadagnato di più, ma adesso ho almeno un poco di sicurezza: perché la busta paga per me è tutto».
(c.m.c.)