Pulizie, il rinnovo è servito

26/05/2001



 
   


Pulizie, il rinnovo è servito
ANTONIO SCIOTTO – ROMA

I 450 mila janitors italiani – in America definiscono così gli operai delle pulizie – lo attendevano ormai da oltre due anni, e finalmente è arrivato. Ieri, al ministero del lavoro, è stato siglato il nuovo contratto delle imprese di settore, scaduto il 30 aprile del 1999. I sindacati – Filcams, Fisascat e Uiltrasporti – Confindustria e Lega Cooperative erano in trattative dal gennaio del 2000.
Un anno e mezzo di scontri accesi, soprattutto sulla figura del socio-lavoratore, spesso sfruttato da cooperative senza scrupoli, create
ad hoc per aggirare gli obblighi dei contratti dipendenti, e gestite a volte da associazioni per delinquere che costringono gli operai a iscriversi come soci. Formalmente, questi ultimi risultano pari ai capi, ma in realtà sono sottoposti a orari e gerarchie, e pagati senza alcuna regolarità.
"Con l’accordo di ieri – spiega Carmelo Romeo, segretario nazionale Filcams Cgil – e con la recente riforma legislativa del lavoro cooperativo, questo rischio è superato, perché il contratto si applica anche al socio-lavoratore subordinato, che, a ogni cambio d’appalto, deve essere assunto come dipendente dalla cooperativa subentrante, e poi deciderà se iscriversi o no come socio. Le garanzie contrattuali dei dipendenti, insomma, coprono anche i soci-lavoratori".
Il nuovo contratto, che riguarderà oltre 40 mila aziende italiane, è esteso anche alle imprese che gestiscono i servizi integrati, come pulizia e catering. L’aumento previsto per il quinto livello è di 98 mila lire mensili, più 4 mila per la previdenza integrativa. Inoltre, il contratto nazionale prevede la possibilità della contrattazione integrativa, con un possibile aumento del 3% della retribuzione tabellare.
"La firma di ieri è importante per i lavoratori – aggiunge Sergio Franceschini, segretario regionale Filcams Veneto – perché in realtà il settore era senza un vero e proprio contratto da 10 anni: quello scaduto nel ’99 era un lodo sindacale, e prima c’era stato un vuoto di tre anni. E poi, per la prima volta, si apre alla contrattazione di secondo livello, che può integrare salari già molto bassi". Il vecchio lodo, inoltre, prevedeva un aumento di 50 mila lire in caso che una legge avesse esteso
erga omnes la validità dei contratti, ma tale legge non c’è mai stata e l’aumento è quindi congelato indefinitamente.
Uno dei problemi più grossi, resta comunque il sistema degli appalti selvaggi: al massimo ribasso e troppo brevi. "In Veneto – continua Franceschini – avevamo concordato con la vecchia giunta regionale un capitolato per l’applicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e il rispetto delle norme sulla sicurezza. La nuova giunta, però, fa ostruzionismo, e il capitolato oggi è bloccato. Inoltre, vorremmo una programmazione degli appalti che favorisca quelli più lunghi, anziché i medio-brevi. Le amministrazioni locali, in questo, ci vengono incontro. Più difficile è il dialogo con quelle statali, con i ministeri, le Ferrovie".
Ma come mai le imprese hanno accettato di firmare negli ultimi giorni del governo? Secondo Ivano Corraini, segretario generale Filcams, fondamentale è stata la mediazione del ministro Salvi. Con il nuovo governo, si sarebbe andati allo scontro frontale e Confindustria ha preferito chiudere la partita.

L’ACCORDO: 102 mila lire per 450 mila addetti

Il contratto siglato ieri riguarda 450 mila lavoratori delle imprese di pulizia, dipendenti di 40 mila aziende. E’ stato firmato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti e dalle associazioni datoriali Fise-Confindustria, Confapi, Lega Cooperative, Confcooperative, Agci. Prevede l’aumento di 98 mila lire mensili per il quinto livello (quello di maggiore addensamento), mentre altre 4 mila lire mensili andranno alla previdenza