Pulizie, il balletto delle ditte

14/03/2001

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Pulizie, il balletto delle ditte
Al San Camillo "giallo" delle delibere: affare miliardario
Richiamo e poi revoca per la società uscita dall’ospedale con l’appalto europeo del ’97. Un caso già politico

SIMONA CASALINI


Due delibere che appaiono, vengono firmate lo stesso giorno e poi, dopo due settimane, finiscono gettate nel cestino; l’opposizione della giunta regionale guidata da Storace che compila un’interrogazione urgente e valuta se inviare quei due documenti alla Procura; un’azienda di pulizie tedesca accusata di compiere un servizio mediocre e, viceversa, un’azienda concorrente romana già nota alla cronache giudiziarie dei primi anni ’90 (giudici De Ficchy e Glora Attanasio) che in fretta, anche se solo quarta nella graduatoria della gara d’appalto, viene prima invitata a subentrare al "modello tedesco", poi però rimandata all’angolino, e tutto l’affair viene di nuovo rimesso in discussione.
Siamo negli uffici del direttore generale dell’ospedale San CamilloForlanini, il manager Guido Pugliesi scelto dalla giunta Storace al posto dell’epurato Claudio Clini, le due discusse delibere sono firmate di suo pugno, e si parla di una torta a suo modo prelibata, l’affidamento del servizio di pulizie del grande complesso ospedaliero, con costi pubblici e ricavi privati da circa 800 milioni al mese (esclusa Iva al 20 per cento), importo totale annuo che arriva a circa otto miliardi. Un balletto di carte, di date, di diverse versioni che è già un delicato, scivolosissimo caso politico. I fatti.
Lo scorso 16 febbraio, due delibere firmate dal manager Pugliesi (la 403 e la 405) silurano "per gravissime inadempienze" la società tedescobolzanina Pedus, titolare del servizio, in quanto vincitrice di un appalto europeo indetto a inizi ’98 dall’allora direttore generale Clini. E, insieme, come si legge nella delibera, viene richiamata in servizio "perché con esperienza nel settore sanitario e precedente esecutore del servizio" la società Snam Lazio Sud, che per anni, prima della Pedus, era stata l’azienda delle pulizie del San Camillo (così come dell’università di Tor Vergata, della Regione Lazio, dell’ ospedale Grassi e, in cordata con altre, anche dell’aeroporto di Fiumicino).
Un "ripescaggio" in gran corsa che non è piaciuto all’opposizione di centrosinistra che, con un’interrogazione del 6 marzo firmata, tra gli altri da Giulia Rodano, Goffredo Bettini e Alessio D’Amato, chiede al presidente Storace e all’assessore alla Sanità Saraceni se «non ritengano opportuno, per una maggiore trasparenza delle procedure d’affidamento dei servizi, chiedere all’azienda San CamilloForlanini di avviare una gara che coinvolga diverse società».
«Perché viene richiamata su due piedi la Snam Lazio Sud, la stessa che poco tempo prima era stata messa alle porte del San Camillo perché nell’appalto europeo era arrivata solamente quarta pur difesa fino all’ultimo nei loro interventi in consiglio dagli stessi esponenti di An e di Forza Italia che ora governano la Regione? Con quale criterio si richiama lei e, magari, non la seconda o la terza classificata di quello stesso appalto?» si chiede ancora la Rodano.
L’azienda San CamilloForlanini replica il 9 marzo all’interrogazione, con uno scarno comunicato a firma di Vincenzo Trapazzo, braccio destro di Pugliesi, ex magistrato e direttore amministrativo, in cui si conferma che «la ditta Pedus è stata invitata a lasciare il servizio a partire dal prossimo 15 marzo» ma vi si apprende anche, un po’ a sorpresa, «che a tutt’oggi la scelta della ditta che subentrerà non è stata ancora effettuata». E qui è il balletto: nel giro di un paio di settimane le due delibere pro Snam Lazio sono apparse e poi cancellate. Spiega poi a voce lo stesso Trapazzo: «Sì, effettivamente abbiamo firmato e poi revocato quelle delibere, superate il 23 febbraio da un accordo consensuale con la Pedus, la ditta uscente. E comunque il 6 marzo abbiamo avviato una nuova procedura, invitando tutte le ditte inserite nell’elenco della precedente gara a fare le loro offerte. Tra queste anche la Snam. Entro il 15 stabiliremo a chi affidare il servizio».