Pulizie, finalmente il contratto

27/05/2001

 






Sabato 26 maggio 2001

L’accordo prevede un incremento salariale medio di 115.000 lire.
La firma dopo due anni di trattative

Pulizie, finalmente il contratto
Nonostante la Confindustria, il settore conquista il secondo livello

Giovanni Laccabò

MILANO. Le pulizie hanno il contratto, un buon contratto, anzi una conquista di cui i 450 mila addetti del settore possono andar fieri. Spiega infatti la segretaria confederale Cgil Carla Cantone: «In una fase di duro attacco ai diritti da parte del padronato, ribadito l’altro giorno dal presidente di Confindustria, l’accordo delle imprese dipulizia non solo consolida i diritti, ma conquista il secondo livello che prima il settore non aveva». Fieri per i risultti, ma anche grati al ministro del Lavoro Cesare Salvi: l’accordo infatti è frutto della sua mediazione, sia nel merito, sia soprattutto per il metodo, e i sindacati stessi gliene danno atto: «Senza la sua intelligente mediazione non avremmo concluso il contratto», dichiara Ivano Corraini, numero uno della Filcams Cgil. «Ricorderemo il suo impegno in ogni fase della trattativa, e nel predisporre le leggi che hanno dato un volto nuovo ad un settore tanto trascurato».
L’intesa è stata raggiunta durante la lunga notte di ieri, ma in apertura di round il negoziato aveva rischiato l’ennesima rottura allochè, capeggiata dalla Confindustria, la delegazione delle imprese, cooperative comprese, aveva preteso di estendere al settore, che è privato, la stessa disciplina restrittiva del diritto di sciopero dei servizi pubblici. Pretesa bollata seduta stante come illegittima da alvi, in toni aspri. Incassata la sonora bocciatura sul campo, e incalzata dai sindacati, la delegazione delle imprese ha poi ceduto su tutta la linea. Fine di un incubo che durava dall’aprile del 1999. Venticinque mesi per riconoscere un elementare diritto, un vero record.
Carmelo Romeo, segretario nazionale Filcams: «Il contratto ha riscosso il giudizio unanime del coordinamento, fatto insolito: tutta la Cgil d’accordo. È un accordo fortemente innovativo perchè dopo 13 anni riscrive le regole per il settore dei servizi integrati, per tutta la gamma delle prestazioni professionali. E, non ultimo per importanza, abbiamo respinto l’attacco delle controparti, sempre più arroganti, contro i diritti minimi: diritto di sciopero, prestazione settimanale in un settore segnato dal part-time e dalla presenza massiccia delle donne. Abbiamo ridisegnato le norme sul part-time, sulla flessibilità, in modo coerente con le trasformazioni». Inoltre, per la prima volta un contratto attua la nuova legge sul socio-lavoratore che, quando cambia l’appalto, se trasferito nella nuova impresa diventa dipendente, fatta salva la successiva libera scelta di farsi socio: «Basta coiricatti per cui, per lavorare, uno doveva per forza farsi socio». Non solo: «Il confronto rientra nel contesto delle norme su cambi d’appalto, socio-lvoratore, legge Salvi, appalti anomali, uno scenario normativo che rinnova un settore complesso, nel quale si intrecciano lavoro precario e sommerso, nero ed evasione contributiva e fiscale. Ora ci potrà essere maggiore trasparenza e controllo. Non tutti i problemi sono stati risolti, però abbiamo predisposto gli strumenti per evitare i fenomeni più negativi del passato, in primis la contina distriminazione dei lavoratori».
Salario. Al quinto livello, ossia al gradino più basso, spettano 98mila lire di aumento, di cui 64 da giugno e le restanti 34mila dal 1 giugno 2002. Per i medi livelli la crescita è di circa 115 mila lire, quindi in mdia l’incremento raggiunge quota 115 mila lire, oltre alle 4 mila lire per la previdenza integrativa e una ulteriore quota di salario variabile da esigere a livello territoriale, 300 mila lire pari circa a 25 mila mensili: «In definitiva abbiamo ottenuto la somma ipotizzata nella piattaforma, in coerenza all’accordo del 23 luglio».
Per Carla Cantone l’intesa è di rilievo, soprattutto perché per l’80 per cento la manodopera è femminile: «Era importante consolidare un impianto di diritti che consentisse alle lavoratrici di poter contrattare la propria organizzazione del lavoro, tramite l’introduzione del secondo livello di contrattazione. Aver conquistato il secondo livello è importante proprio perché ora le lavoratrici potranno avere un sostegno soprattutto nelle trattative sugli orari».
Nei prossimi giorni l’ipotesi di accordo verrà vagliata dalle assemblee.



 

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