Pulizie, al Sud 16mila posti a rischio

14/10/2002

          sabato 12 ottobre 2002
          Pulizie, al Sud 16mila posti a rischio
          Niente fondi in Finanziaria. Dal primo gennaio saltano i servizi in 2.200 istituti scolastici

          Angelo Faccinetto

          MILANO Non c’è solo la Fiat con i suoi
          8mila nuovi esuberi. E non c’è nemmeno
          solo l’indotto. Per l’occupazione si profila
          un nuovo colpo, quantitativamente ancora
          più pesante anche se meno «visibile».
          Dal primo gennaio 2003, nei servizi di
          pulizia sono a rischio 16mila posti di lavoro.
          Quasi tutti – l’85 per cento – concentrati
          nel Sud, tra Sicilia, Calabria, Puglia e
          Campania.
          A lanciare l’allarme sono Legacoop,
          Confcooperative, Confapi e, anche, Fise-
          Confindustria. Che additano come responsabile
          il governo. La legge Finanziaria
          2003, infatti, si è «dimenticata» di stanziare
          i fondi necessari a consentire la prosecuzione
          dei servizi di pulizia in circa 2.200
          istituti scolastici. Tutti del Centro-sud. E
          tutti gestiti da lavoratori che, dopo essere
          stati impegnati in attività socialmente utili,
          hanno trovato stabilità grazie a quattro
          consorzi di imprese, aderenti, appunto, a
          Legacoop, Confcooperative, Confindu-
          stria e Confapi, e a una convenzione con il
          ministero della Pubblica Istruzione.
          Benché i contratti firmati dai quattro
          consorzi abbiano durata quinquennale, la
          copertura finanziaria era stata prevista
          esclusivamente per i primi diciotto mesi.
          Cioè fino al 31 dicembre di quest’anno.
          Per l’anno prossimo c’è il buio. Visto che
          la bozza di Finanziaria varata dal governo,
          come ricordato, per il 2003 non prevede
          neanche un euro. Se non ci saranno ripensamenti,
          dunque, i 16mila addetti verranno
          «messi in libertà». Cioè licenziati.
          Per scongiurare l’epilogo, che aggiungerebbe
          difficoltà a difficoltà in zone già
          duramente colpite dalla crisi occupazionale
          rendendo in molti casi drammatica la
          situazione, Legacoop, Confcooperative,
          Confapi e Confindustria hanno chiesto
          un incontro al governo. Non solo. Intewndono
          anche predisporre iniziative adeguate
          perché, nel contesto della discussione
          generale della Finanziaria, «anche il Parlamento,
          nella sua interezza, sia consapevole
          della gravità della situazione specifica».
          Dal canto loro le organizzazioni sindacali
          hanno preannunciato, nell’ambito della loro
          autonomia, la predisposizione di iniziative
          adeguate.
          Le difficoltà occupazionali, però, non
          finiscono qui. Ieri a Fiumicino si è svolta
          una manifestazione dei lavoratori dell’Italiatour
          che temono per il proprio futuro.
          Mentre i sindacati dei trasporti di Cgil,
          Cisl e Uil della Lombardia denunciano,
          con un comunicato unitario, il precipitare
          della crisi nel settore dei trasporti su gomma.
          La Overland Spa, azienda che orbita
          nell’area della Merzario (gruppo Finmatica),
          una delle ultime aziende del settore
          trasporti-logistica a capitale italiano, ha
          aperto le procedure di mobilità per 15
          lavoratori a Melzo (Milano) e quattro a
          Torino. Per protestare contro il provvedimento,
          Filt, Fit e Uilt hanno indetto una
          prima giornata di sciopero per lunedì prossimo.
          Il sindacato ritiene che le motivazioni
          siano pretestuose. E preludano a problemi
          occupazionali che potrebbero investire
          tutto il gruppo Merzario. Con ricadute
          sulla capacità dei gruppi a capitale italiano
          di restare sul mercato.