Pulizie a scuola, arrivano i nuovi tagli

21/01/2010

Riduzioni di orario e taglio degli stipendi. Per i lavoratori impiegati nel settore delle pulizie scolastiche la situazione si fa sempre più pesante. Alle ben note vicende della Mondialpulimento (che ha in carico circa 260 ex lsu) oggi si aggiunge il dramma vissuto dai dipendenti (una decina in tutto) della ditta Team service di Roma (facente capo al Consorzio Ciclat) che si occupa delle pulizie in quattro scuole reatine: le tre direzioni didattiche del capoluogo (“Marconi”, “Minervini” e III circolo) e l’Istituto comprensivo di Casperia. Si tratta dei cosiddetti appalti storici, per il quali il Ministero dell’istruzione ha stabilito, con una circolare inviata nei giorni scorsi ai dirigenti scolastici, la modifica unilaterale del contratto imponendo il taglio del 25 per cento dell’orario di lavoro (che sommato al taglio apportato ad inizio del 2009 porta la decurtazione totale a meno 35 per cento). Il risultato? Alcune ditte hanno optato per la rescissione del contratto lasciando le scuole nel caos – gli appalti storici contano in Italia migliaia di dipendenti -, altre hanno accettato la riduzione scaricandola di fatto sui lavoratori. E’ il caso della Team Service che ha convocato i lavoratori comunicando che con effetto immediato il loro orario veniva ridotto di un ulteriore 25 per cento. Di fronte all’ennesimo colpo assestato al già sofferente mondo delle pulizie, la Filcams Cgil di Rieti ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori ed ottenuto dalla Direzione provinciale del lavoro la convocazione della ditta, dei dirigenti scolastici e dell’Ufficio scolastico provinciale per lunedì prossimo. «In quella sede – riferisce Enrico Turchi, segretario provinciale Filcams – chiederemo, così come sta avvenendo in tutta Italia, il ritiro della circolare e il ristabilimento dell’orario contrattuale. E’ chiaro che, se l’incontro dovesse andare a vuoto il sindacato e i lavoratori non potranno che passare ad azioni e manifestazioni di lotta in difesa del loro salario, del loro posto di lavoro, ma anche a tutela del servizio e del diritto dei genitori a far studiare i loro figli e a farli vivere in un ambiente pulito». La Filcams, però, torna anche a chiedere a gran voce l’interessamento delle forze politiche del territorio, a tutti i livelli, rispetto alle difficili condizioni in cui si trovano i lavoratori e le loro famiglie: «Possibile che per i rappresentanti del popolo eletti in questo territorio (negli enti locali, in Parlamento), per le forze politiche (di governo e di opposizione), per le Istituzioni preposte alla tutela dei cittadini e dei lavoratori sia normale che questi lavoratori e le loro famiglie vedano periodicamente messo in discussione il loro posto di lavoro e il loro stipendio?», si domanda Turchi invitando le Istituzioni ad uscire dal loro silenzio e «a dire se sono d’accordo oppure non con questo modo di colpire e svilire la scuola. E magari a intervenire a fianco dei lavoratori e del sindacato nei confronti del Governo e del Ministero della Pubblica Istruzione, a tutela di chi lavora e di chi a ha cuore una scuola che funzioni».