Puglia: dall’industria delle vacanze in arrivo un fatturato da record

22/05/2001



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Bari
Pagina 9
E dall’industria delle vacanze
in arrivo un fatturato da record

Ottimismo degli operatori: incremento di mille miliardi
la previsione

FRANCESCO GIOTTA


Tira sempre di più il turismo in Puglia. Cifre alla mano, il boom di risultati che è stato ottenuto negli scorsi quattro anni è destinato a proseguire e le previsioni degli esperti del settore sono più che incoraggianti. "Facendo due rapidi conti – spiega Michele Patano, direttore del Cotup, il consorzio degli operatori turistici pugliesi – il tasso di incremento delle entrate è quantificabile intorno al 15%". Non stiamo parlando di spiccioli perché oggi il turismo in Puglia vale circa 6.300 miliardi.
Se il dato fornito da Cotup sarà confermato, nelle casse regionali entreranno mille miliardi in più. Ma più che essere confermato, questo dato rischia di essere migliorato. "In molte località non c’è ancora il tutto esaurito – continua Patano – non bisogna escludere la possibilità che le entrate possano essere ancora superiori". Quali sono le cause di questo boom del turismo? Come mai adesso anche gli operatori turistici stranieri si stanno accorgendo che l’Italia non è soltanto Roma, Firenze e Venezia? La risposta è una sola: la promozione. Adesso che un po’ tutti hanno preso coscienza delle potenzialità della ragione, diventa più facile per gli operatori turistici offrire un prodotto sempre migliore. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Prima di tutto, non limitandosi al mare, la stagione turistica si è allungata di molte settimane. E poi, il fenomeno legato all’agriturismo. Fino a qualche tempo fa, la Puglia si limitava a ospitare turisti interessati esclusivamente alle pinne, al fucile e agli occhiali. "L’offerta pugliese si è molto allargata – prosegue Michele Patano – Il tris mare–enogastronomia–cultura è di fatto un’esclusiva della Puglia".
La prima conseguenza di questo cambiamento è che ora non sono più soltanto il Salento e il Gargano a fare da traino. Ogni provincia sta attingendo dalla propria tradizione e dalle proprie risorse per allargare il paniere dell’offerta turistica. Che il motore del turismo vada a pieni giri lo si capisce anche dagli atterraggi di charter previsti nel solo aeroporto di Brindisi: più di quattrocento. "Un dato leggermente superiore a quello dello scorso anno – fa presente Dino Morea, coordinatore dell’assessorato al turismo – con la differenza che i charter in arrivo quest’estate sono una volta e mezzo più grandi rispetto a quelli dell’anno scorso".