Puglia: Anticipati i saldi di fine stagione

21/06/2001



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BARI

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Anticipati i saldi di fine stagione
quelli estivi partono dal 15 luglio

commercio


Saldi di fine stagione, si cambia. Ancora. Per l’estate non partiranno più dal 20 luglio. Saranno anticipati di cinque giorni. Via libera, quindi, dal 15 luglio e fino al 15 settembre. È quanto ha deciso, ieri, a sorpresa, il Consiglio regionale della Puglia, modificando, per la terza volta, la disciplina dei saldi costruita dalla legge numero 24 del 4 agosto del 1999 e già modificata il 15 dicembre scorso.
Giocoforza cambierà anche il periodo dei saldi invernali. Con le nuove disposizioni, sperando siano quelle definitive, "le vendite di fine stagione", non cominceranno più dal primo febbraio per finire il 7 marzo. Per la prossima stagione invernale, i saldi sarà possibile applicarli dal 15 gennaio al 15 febbraio. Sulle nuove modifiche sono stati tutti d’accordo, maggioranza e opposizione. Lo saranno un po’ meno le associazioni di categoria, che avevano chiesto di soprassedere, almeno per questa stagione, per non ingenerare ulteriore confusione nel settore. Ad essere sorprese dalla tempestività delle modifiche sono anche loro. Ma oltre che essere sorprese sono «preoccupate» perché non è detto che la legge possa entrare in vigore prima della nuova data che la stessa legge indica per l’apertura dei saldi. L’approvazione del Consiglio non comporta infatti l’esecutività immediata della legge che avrà qualche passaggio ulteriore prima della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia. Il tutto potrebbe completarsi non prima del 15 luglio. Ma in Consiglio, ieri, non hanno avuto alcun dubbio: la modifica è stata approvata a tempo di record. La ridefinizione del periodo dei saldi era stata caldeggiata con una proposta di legge da tre consiglieri di opposizione: Michele Losappio di Rifondazione comunista, Mimmo Lomelo dei Verdi e Giovanni valente dei Comunisti italiani. Francesco Pirolo, il presidente della Commissione che in via Capruzzi si occupa di Sviluppo economico, nella sua relazione di accompagnamento ha spiegato che «la legge 27 del 15 dicembre del 2000, benchè sollecitata e in certo modo concordata tra l’assessore e le associazioni di categoria, ha creato confusione, polemiche e presunti danni economici agli stessi operatori commerciali». Partendo da questo dato, Pirolo ha definito addirittura «tempestiva» la proposta di legge dei tre consiglieri del centrosinistra che la Commissione ha fatto propria «non senza aver ascoltato, nell’audizione del 22 marzo scorso, le associazioni di categoria, dei consumatori, l’Anci e la Lega delle cooperative».
(p. r.)