Pubblicità ingannevole sui Tfr

10/01/2005
    mercoledì 29 dicembre 2004

    La Cgil denuncia all’Antitrust le campagne sulla destinazione delle liquidazioni

    Pubblicità ingannevole sui Tfr

      ROMA La Cgil chiede l’intervento dell’Antitrust per porre un freno al dilagare di «pubblicità ingannevole» sulla destinazione del Tfr, le liquidazioni dei lavoratori che la riforma delle pensioni vuole conferite ai fondi-pensione e alle polizze assicurative in caso di silenzio-assenso. Al garante della concorrenza e del mercato il sindacato di Corso Italia ha inviato una segnalazione riguardante Mediolanum, l’assicurazione e banca che fa capo al presidente del Consiglio di cui l’Unità si era già occupata. Già prima dell’estate, infatti, Mediolanum aveva preso a contattare lavoratori dipendenti sollecitandoli a «prenotare» in fretta piani di investimento personali perché il tempo utile per scegliere sarebbe scaduto il 28 luglio. Il punto è che il tempo non stava scadendo affatto perché deve essere ancora emanato il decreto attuativo che disciplina tutta la partita.

      Dalle lettere ad personam Mediolanum è ora passata alle campagne pubblicitarie, articoli redazionali pubblicati sui alcuni quotidiani che ad avviso della Cgil possono trarre in inganno i lavoratori. Per il sindacato si assiste a «messaggi tendenti a far sottoscrivere ai lavoratori polizze assicurative in cui versare il Tfr prima che scatti la procedura del silenzio-assenso: questa procedura viene data per imminente – sottolinea Beniamino Lapadula, responsabile economico del sindacato di Corso Italia – mentre occorre un apposito decreto legislativo per cui stanno ancora cercando le relative coperture». È ancora Lapadula a riferire di aver segnalato Mediolanum all’Antistrust: «Il rischio – avverte – è che se, come pare, il governo deciderà di adottare, in tempi sfalsati, la delega (prima l’equiparazione tra i Fondi chiusi, Fondi aperti e polizze; poi la procedura del silenzio-assenso per il Tfr), questi messaggi ingannevoli si moltiplicheranno». È ormai chiaro, secondo il dirigente sindacale, che «il compito che spetterà all’Antitrust, sulla base della recente legge sul conflitto di interessi, non sarà facile, perché si troverà a dover decidere su un decreto legislativo adottato da un presidente del Consiglio dei ministri che si trova in una chiara posizione di conflitto di interessi, così come la pubblicità di Mediolanum sta ad indicare».

        Il flusso annuo dei trattamenti di fine rapporto ammonta a circa 13 miliardi di euro, lo stock è di 80 miliardi. Se anche una sola parte prenderà l’indirizzo dei fondi (chiusi o aperti) o delle polizze assicurative si tratta comunque di un fiume di denaro.

          fe.m.