Pubblicità in crisi: al via il riassetto all’Armando Testa

20/05/2004



      sezione: ITALIA-LAVORO
      data: 2004-05-19 – pag: 19
      autore: L.V.

      Creativi & lavoro / L’ora dei tagli
      Pubblicità in crisi: al via il riassetto all’Armando Testa
      La Cgil avverte: «Non possiamo accettare licenziamenti»
      MILANO • Una soluzione arriverà presto ma l’incontro di ieri non ha portato ad alcun risultato concreto. La fase di ristrutturazione della Armando Testa, la prima agenzia di pubblicità italiana, è stata decisa da tempo ma la prevista riduzione dell’organico sta incontrando la ferma opposizione del sindacato. La difficile fase economica ha costretto quasi tutte le agenzie a tagliare parte delle risorse e per la Armando Testa (che ha perso un marchio come Mulino Bianco) la decisione, seppur sofferta, sembra obbligata.

      «Non ci sono le condizioni per raggiungere un accordo e per questo l’incontro con i responsabili della Armando Testa si è chiuso con un nulla di fatto», dice però Giuseppe Melillo, segretario della FilcamsCgil di Torino chiarendo la posizione del sindacato di fronte alle proposte dell’azienda: la riduzione dell’organico dovrebbe coinvolgere in tutto 81 dipendenti della sede di Torino che conta 211 unità; per una trentina di persone si ipotizza il riassorbimento in altre attività del gruppo, altri 30-35 lavoratori sarebbero disposti ad accettare una fuoriuscita agevolata, e il licenziamento riguarderebbe un numero compreso tra i10ei1 5di pendenti. «Il sindacato — spiega Melillo — non può accettare alcuna proposta di licenziamento, anche perché ci sono soluzioni alternative che permetterebbero all’azienda di recuperare competitività senza fare tagli».

      Le posizioni sembrano ancora lontane ma una soluzione condivisa in tempi brevi è auspicata da tutti per rilanciare un gruppo che mantiene la leadership del mercato (nel 2002 ha raggiunto un fatturato consolidato di 75 milioni di euro) e può contare su un portafoglio clienti di notevole valore.