Prove tecniche di disgelo, la scommessa di Epifani

02/10/2002




          retroscena
          Roberto Giovannini

          (Del 2/10/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
          Lunedì vertice con Cisl e Uil, che però aspettano a bocciare la manovra
          Prove tecniche di disgelo
          La scommessa di Epifani
          I timori per il Sud, condivisi da Pezzotta e Angeletti,
          potrebbero riavvicinare i tre

          ROMA

          NONOSTANTE l´avvio di un´offensiva diplomatica della Cgil di Guglielmo Epifani, nei giudizi sulla Finanziaria le posizioni delle tre confederazioni sindacali divergono in modo significativo. A fronte della bocciatura globale del sindacato di Corso d´Italia, Cisl e Uil manifestano se non altro apprezzamento per la decisione del governo di rispettare il «Patto per l´Italia». Tuttavia, Pezzotta e Angeletti stanno ancora aspettando prima di esprimere una valutazione complessiva del pacchetto di finanza pubblica; e su alcuni punti – a cominciare dal sostegno al Mezzogiorno – manifestano apertamente le loro perplessità. Lunedì pomeriggio, un po´ a sorpresa, i tre leader sindacali si sono incontrati presso la sede della Cisl. Un appuntamento programmato da tempo per discutere di questioni «europee», in vista delle iniziative della Confederazione dei Sindacati Europei. Ma inevitabilmente si è parlato della manovra, e soprattutto Guglielmo Epifani – segretario generale della Cgil da dieci giorni – ha avviato con cautela un primo tentativo di disgelo nei confronti dei colleghi/rivali, per verificare la possibilità di un riavvicinamento graduale. Naturalmente, si tratta soltanto di primissimi segnali: Epifani non può certo dimenticare il radicale dissenso di merito che oppone Cgil e Cisl-Uil sul «Patto per l´Italia», per forza di cose rinfocolato dallo sciopero generale proclamato dal sindacato di Corso d´Italia per il 18 ottobre. Né sono in vista correzioni di rotta (tattiche o strategiche) rispetto alla linea politica tracciata negli ultimi due anni da Sergio Cofferati, che oggi inizierà la sua stagione di lavoro alla Pirelli. Tuttavia, nel corso dell´incontro di ieri il neosegretario ha cercato (col suo stile più pacato e meno drastico) di rompere se non altro il muro di incomunicabilità e di sfiducia personale che si è a lungo frapposto tra Pezzotta, Angeletti e Cofferati. Secondo i bene informati, anche se nel merito non vi sono stati passi avanti di sorta, ieri si è avvertito un primissimo cambiamento di clima nei rapporti tra le centrali sindacali. Forse, più con Savino Pezzotta – protagonista di epici duelli polemici con Cofferati – che con Luigi Angeletti. Per Cisl e Uil, intanto, si annunciano giorni non semplicissimi. Dopo la levata di scudi di Confindustria contro l´esecutivo, le due confederazioni si trovano un po´ isolate, e temono di essere eccessivamente schiacciate sulle posizioni del governo. Sull´altro fronte, mentre procede l´offensiva Cgil nei luoghi di lavoro che porterà allo sciopero, inevitabilmente Cisl e Uil devono stringere le file. Di qui una posizione sulla Finanziaria molto cauta e «manovriera». Prima di dare un giudizio definitivo si attende di conoscere il dettaglio della manovra 2003. Nel frattempo, si valorizzano i risultati conseguiti (lo sgravio Irpef, l´intervento sul fisco d´impresa) e si denunciano alcuni interventi, come l´asserita scarsa attenzione verso il Mezzogiorno. E molti scommettono che la Cisl, alla fine, darà una valutazione della manovra «articolata», con tanti commenti sui singoli punti del pacchetto, piuttosto che uno complessivo. Ieri Luigi Angeletti se l´è presa in particolare con la Confindustria e con la Cgil. Le dure critiche degli industriali, ha detto, «sono una reazione più che normale, visto che per una volta hanno messo le mani nelle loro tasche». La Cgil parla di manovra «populista»? «Se è populista – ha risposto Angeletti – non è antipopolare». In ogni caso, il leader Uil ha sparato a zero sullo sciopero Cgil, che «rischia di provocare gravi danni sul fronte sindacale. Difficilmente, dopo quello sciopero, i rapporti fra le tre confederazioni sindacali potranno essere come prima». Molto cauto il commento di Pezzotta. «Sulla Finanziaria agiamo con maggiore accortezza e con più attenzione – ha detto – prima di dare un giudizio compiuto, preciso e articolato. Aspettiamo di conoscere forse già questa sera quella parte più importante, le tabelle, che stabilisce come si decidono le spese». Soddisfatto per la riduzione della pressione fiscale, Pezzotta però ha spiegato che «l´unica vera preoccupazione riguarda gli interventi sul Mezzogiorno, sulla entità delle risorse che verranno erogate». Un argomento che Pezzotta considera «dirimente per dare un giudizio sulla Finanziaria perché lì si gioca gran parte della politica della Cisl». Perplessità da chiarire, poi, in tema di scuola e di sanità e tagli agli enti locali. «La situazione economica – ha concluso il leader Cisl – certamente non è brillante, ma noi non ci associamo ai catastrofisti. Qualcuno (ovvero la Cgil, ndr.) sapeva già a giugno che la Finanziaria andava male e ha già proclamato lo sciopero. Ma ognuno fa quello che vuole».