Prove di forza per i dipendenti del commercio

13/04/2001

Il Sole 24 ORE.com

venerdì 13 Aprile 2001 – Pagina 17

    Commercio

    Prove di forza per i dipendenti del commercio
    MILANO. Braccio di ferro sullo sciopero nel settore commerciale tra le organizzazioni sindacali di categoria e la rappresentanza degli imprenditori.
    Oggi i lavoratori della distribuzione commerciale e del terziario sono in agitazione a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro. In discussione c’è l’adeguamento salariale per il secondo biennio. La trattativa si è interrotta qualche settimana fa sulla proposta formulata da Condcommercio di concedere 70mila lire di aumento. La richiesta di Filcams, Fisascat, Uiltucs era stata invece di 115mili lire mensili. La trattativa iniziata a gennaio, riguarda 1,4 milioni di lavoratori. Oggi, sono previste numerose iniziative – come ricorda la Filcams-Cgil – di sostegno alle richieste dei sindacati nelle maggiori città italiane.
    «Sono stati tre mesi di trattativa e di melina. Il presidente Billè – ha attaccato Gianni Baratta, segretario generale della Fisascat-Cisl – onvece di fare sfoggio di buonismo, predicando anche la positiva chiusura dei contratti dell’industria per rilanciare i consumi, divrebbe concentrarsi sul nostro rinnovo. Faccio appello al suo senso di responsabilità anche perchè, in questo caso, tutte e tre le sigle sindacali sono pronte per siglare un nuovo accordo».
    Un appello ai cittadini toscani a non fare la spesa oggi, Venerdì Santo, in occasione dello sciopero è stato rivolta dalla Cisl Toscana. «Chiediamo ai consumatori – ha detto Antonio Michelagnoli, segretario generale della Fisascat-Cisl toscana – un piccolo segno di solidarietà con la nostra battaglia: di astenersi da fare acquisti nella giornata di oggi. E lo chiediamo anche attraverso il volantinaggio davanti ai principali punti di vendita, in particolare della grande distribuzione».
    Una nota sindacale a livello nazional ha poi formulato scuse ai consumatori se si creeranno lunghe file alle casse, oppure se i clineti troveranno uno scarso assortimento nei supermercati. In molti casi i punti vendita potrebbero essere anche chiusi, si sottolinea in ambito sindacale.
    Da parte delle imprese invece si punta su una limitatissima adesione allo sciopero, non in grado dunque di creare disagi forti o di impedire l’apertura dei negozi.
    La Faid, ossia la Federazione della grande distribuzione aderente a Confcommercio, in un annuncio pubblico ha assicurato che gli esercizi saranno aperti al pubblico. E gli stessi sindacati hanno ricordato che un supermercato può essere aperto anche con poche persone. Salvo avere poi i banconi sforniti, file alle casse e scarsa assistenza. Nessun problema invece dovrebbe esserci per i negozi più piccoli. Però la maggior parte è a conduzione familiare e quelli con pochi dipendenti con tutta probabilità avranno un basso livello di adesione alla protesta.
    «Credo che una parte dei supermercati resterà comunque chiusa – sottolinea Marinella Meschieri della segreteria Filcams-Cgil – ma molti saranno aperti. Per aprire i cancelli bastano due cassieri ma credo che ci saranno disagi significativi. Non ci sarà rifornimento sui banconi e alle casse potrebbero formarsi lunghe file. Mi preoccupa però l’atteggiamento di alcune aziende. Abbiamo avuto notizie di vere e proprie manacce ai dipendenti per convincerli ad andare a lavorare domani. Se avremo le prove partiranno le denunce alla magistratura per comportamento antisindacale».
    R.E.
 
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