Prove di dialogo tra la Fiom e la Fiat

20/09/2010

TORINO – Prove di dialogo sul caso Fiat. L´occasione è un dibattito pubblico cui partecipa il nuovo responsabile auto della Fiom nazionale, Giorgio Airaudo. Tocca al sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, uno dei politici che più hanno apprezzato le scelte del Lingotto in questi anni, promuovere un riavvicinamento delle posizioni: «La politica – dice Chiamparino – non deve fare il tifo pro o contro Marchionne ma creare le condizioni perché la Fiat e la Fiom tornino a discutere». Airaudo accetta: «È interesse di tutti uscire da una logica del muro contro muro che non ha prospettiva per nessuno. Bisogna scrivere un nuovo patto che parta dalla certezza delle regole. Se è vero che un´azienda non può essere condizionata dai micro sindacati è altrettanto vero che non può pensare di firmare accordi con sindacati minoritari, come sta facendo Marchionne. Se la politica servisse a stabilire le regole del gioco in fabbrica, noi siamo disposti a discutere». L´ipotesi di una legge che stabilisca quando un accordo è valido è stata caldeggiata nei giorni scorsi anche dal leader della Cgil, Guglielmo Epifani.
Prove di dialogo in una situazione che rimane comunque molto tesa. Perché, come sostiene il segretario generale della stessa Fiom, Maurizio Landini, «la Fiat vuol far passare l´idea che per uscire dalla crisi serve una modifica radicale delle relazioni sindacali riducendo il ruolo della contrattazione e riducendo i diritti. Io non sono d´accordo». Per Landini «è sbagliato pensare che si esce dalla crisi cancellando i diritti».