Prove di dialogo sulle riforme

27/02/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
049, pag. 3 del 27/2/2003
di Giampiero Di Santo



Dopo l’incontro di D’Amato con i segretari di Cgil, Cisl e Uil.Presto un tavolo sulla competitività.

Prove di dialogo sulle riforme

Tra Confindustria e sindacati, ma restano ancora le distanze

Aveva forse scherzato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, quando aveva detto che il vertice tra Confindustria e sindacati sul rilancio del sistema industriale aveva di fatto trasferito la sede del governo a viale dell’Astronomia. Ma non più di tanto, se si considera che ieri mattina il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato, è stato ricevuto dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, per discutere degli esiti dell’incontro con le tre confederazioni. Nel corso dei colloqui (era presente anche il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi), definiti di rito, si è parlato soprattutto di competitività, come ha detto D’Amato. Anche alla luce della decisione, presa nella serata di martedì, di creare quattro gruppi di ricerca incaricati di studiare le possibili proposte congiunte su ricerca e innovazione, formazione, Sud e investimenti, infrastrutture ed energia.

´Con Berlusconi abbiamo parlato delle cose da fare e della competitività del paese’, ha dichiarato D’Amato. ´Abbiamo, incontri periodici con i rappresentanti del governo, delle forze politiche e con i sindacati. È parte delle cose che vanno fatte’. In questo caso, però, si va al di là delle cose che vanno fatte. L’obiettivo della trattativa (il tavolo tecnico sulla competitività si riunirà lunedì prossimo nella sede confindustriale di via Veneto) è quello di arrivare a elaborare una serie di proposte che saranno poi presentate al governo. E questo, come ha detto il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi, è pronto ad accoglierle. ´Guardiamo con molto favore all’iniziativa della Cisl e il governo è disposto ad accogliere tutto ciò che potrà venire dal dialogo’, ha sottolineato. ´Naturalmente nei limiti di finanza pubblica e del Patto di stabilità’. Resta il fatto che, al di là delle dichiarazioni concilianti, il clima delle relazioni industriali non è ancora esattamente tranquillo. Non a caso, martedì sera, D’Amato e il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, hanno avuto un’accesa discussione sulla reale portata della crisi industriale che affligge l’Italia. Tanto che ieri Epifani si è sentito in dovere di spiegare che ´quando il presidente della Confindustria, di fronte alla nostra analisi sul declino, ha detto che la Cgil è troppo ottimista, dopo averla dipinta per mesi come catastrofista e avere preconizzato un nuovo miracolo economico, non l’ho mandata giù e ho preferito reagire’.

D’Amato, dal canto suo, si è limitato ad augurarsi che, una volta ´seduta al tavolo, la Cgil ci resti e con la disponibilità a un confronto a tutto campo’. Ha anche affermato che per rilanciare il sistema industriale italiano saranno indispensabili le riforme. ´Sarebbe il caso di lavorare tutti perché queste riforme si facciano e questo è il tema del ragionamento fatto ieri con i sindacati. Ciò di cui abbiamo bisogno è di grandi imprese ma anche di regole e di opportunità che consentano alle aziende di crescere’.

In ogni caso, sembra proprio che l’apertura del confronto sulla competitività abbia giovato, almeno in parte, ai rapporti tra Cgil, Cisl e Uil. Il segretario generale del sindacato di via Po, Savino Pezzotta, ha detto di sperare di ´arrivare a convergenze anche con la Cgil’. Mentre Angeletti si è detto fiducioso sulla possibilità, in tempi lunghi, di ricomporre la frattura tra confederazioni determinata dalla mancata firma, da parte della Cgil, del Patto per l’Italia.