Prove di dialogo sul costo del lavoro

28/11/2002

              28 novembre 2002

              Rutelli: oneri sociali da fiscalizzare – Maroni: proposta interessante – Ma è gelo sul federalismo
              Prove di dialogo sul costo del lavoro

              ROMA . Uno "sforzo di legislatura" interamente centrato
              sull’esigenza di abbassare il costo del lavoro. Lo ha chiesto
              ieri al Governo il leader della Margherita, Francesco Rutelli,
              durante un dibattito con il ministro del Welfare, Roberto Maroni
              e con il consigliere incaricato di Confindustria, Guidalberto Guidi,
              in occasione della presentazione del libro "Vivere in Europa, un confronto in cifre", di Roberto Ippolito. «In questa legislatura —
              ha spiegato Rutelli — checché si dica non vi sarà spazio per tagli
              alle tasse significativi.
              Irpef, Irpeg e Irap vedranno, nella migliore delle ipotesi, marginali ritocchi: gli sgravi del 2003 vanno considerati come misure sociali, che servono a compensare la perdita di potere d’acquisto dei redditi
              più bassi. Allora mi chiedo — ha aggiunto — se di fronte a questa disponibilità limitata non convenga decisamente cambiare passo e procedere con un cambio di priorità, ovvero intervenire sull’abbassamento del costo del lavoro».
              Meglio insomma puntare sulla fiscalizzazione degli oneri sociali, dal momento che finora, ha sostenuto Rutelli, i provvedimenti del Governo sull’emersione del lavoro nero sono stati «una delle
              prove più disastrose» e invece l’esigenza di combattere
              l’economia sommersa resta viva. Secondo il presidente
              della Margherita, agire attraverso la fiscalizzazione significa
              «lasciare più soldi in busta paga ai lavoratori dipendenti, unica misura seria per stimolare la crescita dei consumi, e ridurre gli oneri delle imprese facendo ricorso alla fiscalità generale. È un tema di dibattito di enorme interesse e potenzialità». La proposta di Francesco
              Rutelli è stata giudicata «interessante» dal ministro del Welfare, Roberto Maroni, secondo cui si potrebbe cominciare a lavorare su questo tema a partire dalla delega previdenziale.
              «La proposta di Rutelli — ha detto Maroni — è interessante. La accolgo positivamente, perché c’è bisogno di intervenire e di lavorare
              sul costo del lavoro. Abbiamo cominciato mettendo nella delega sulla riforma previdenziale una decontribuzione da 3 a 5 punti, che va
              nel senso della riduzione del costo del lavoro». Secondo Maroni si potrebbe cominciare da qui, visto che è una proposta di legge che sta andando avanti alle Camere.
              Occorre «valutare l’impatto di questa proposta e vedere se è possibile attuarla a quali condizioni e con quali correttivi. Il ministro del Welfare
              ha quindi concluso affermando di essere disponibile a discutere
              sull’apertura di Rutelli «se — ha detto — si tratta, come non ho motivo di dubitare, di una apertura vera. Potremmo cominciare da qui in commissione lavoro alla Camera».
              Non altrettanto facile è apparso il dialogo fra l’esponente dell’opposizione e quello del Governo sul tema devolution.
              Per Maroni la devolution è una priorità ed è l’opposizione ad avere un atteggiamento ostruzionistico. «Discutiamo la riforma del titolo V — ha incalzato invece Rutelli. «Alcune parti devono essere implementate, miglioriamola. Ma non facciamolo con una procedura opposta. Se si deve riformare il titolo V, questa non è una buona ragione per mettergli avanti la devolution».
              ROSSELLA BOCCIARELLI