Prove di dialogo sui contratti

23/11/2007
    venerdì 23 novembre 2007

    Pagina 10 – Economia

      Parte il negoziato sulla riforma del sistema contrattuale. Bonanni: Cgil, Cisl e Uil troveranno posizione unica

        Prove di dialogo sui contratti
        martedì vertice sindacati-imprese

          La Cgil: prematuro indicare il percorso, prima approvare la Finanziaria Confindustria: saltare le vecchie liturgie delle relazioni industriali

            ROMA – Riparte il confronto tra sindacati e Confindustria sulla riforma del sistema contrattuale. «Un primo giro di opinioni», come ha precisato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, ci sarà martedì prossimo. L´iniziativa è partita dalla Confindustria, con l´obiettivo del presidente Luca di Montezemolo di chiudere i suoi quattro anni di presidenza (il mandato scadrà a maggio) con un accordo sugli assetti contrattuali che dal 1993 ("protocollo Ciampi") non sono più stati ritoccati. Intenzione non bocciata da Cgil, Cisl e Uil ma, allo stesso tempo, non facile da tradurre rapidamente in un´intesa. Lo dimostrano le schermaglie di questi giorni.

            La Confindustria propone di fare presto e di superare le «vecchie liturgie» delle relazioni industriali, dando più peso al contratto in azienda rispetto al contratto nazionale, e facendo entrare in campo il governo (anche nella sua veste di datore di lavoro) solo in un secondo momento. Nei giorni scorsi il vice presidente di Viale dell´Astronomia Alberto Bombassei ha proposto uno scambio: maggiore salario, legato alla produttività dell´impresa, a fronte di più flessibilità sull´orario di lavoro. Cisl e Uil si sono dette pronte al confronto, pur non condividendo l´impostazione degli industriali. È stata la Cgil a frenare e a indicare un percorso diverso. Linea confermata proprio ieri da Epifani: «Il governo deve intanto chiudere la partita della Finanziaria, il cammino lo vedo accidentato. Quindi è prematuro indicare un percorso. Vedremo quando il governo avrà finito con la Finanziaria e il protocollo sul welfare». I tempi e i soggetti al tavolo, secondo la Cgil, non sono dunque gli stessi che indica la Confindustria. Che, infatti, teme una eccessiva dilatazione dei tempi e dei temi da discutere.

            Difficile ipotizzare che le trattative possano entrare nel vivo prima dell´inizio del prossimo anno. D´altra parte per la Cgil (e con diversi accenti anche per la Cisl e la Uil) il confronto non può limitarsi ad un aggiornamento delle regole della contrattazione. L´obiettivo deve essere più ambizioso: rilanciare la politica dei redditi per ridare ossigeno alle buste paga che hanno perso progressivamente potere d´acquisto. Una strategia di questo tipo chiama direttamente in causa la politica fiscale e, quindi, il governo. Sarà proprio questo il tema centrale dell´assemblea dei quadri e dei delegati in agenda per domani a Milano e che verrà conclusa dai tre leader Epifani, Bonanni e Angeletti.

            Poi ci sono le differenze anche tra le tre confederazioni: Cisl e Uil spingono per un rafforzamento della contrattazione aziendale mentre per la Cgil l´attuale modello richiede solo qualche intervento di manutenzione, a cominciare dalla riduzione del numero dei contratti di lavoro (sono circa 800). Infine il tema della rappresentanza sindacale che da sempre separa la Cgil dalla Cisl. Bonanni, però, si è detto ottimista: «Ci sono molti elementi di unità che spero si sviluppino».

            (r.ma.)