Prove di dialogo sociale tra governo e sindacati

16/06/2004


        MERCOLEDÌ 16 GIUGNO 2004

         
         
        Pagina 31 – Economia
         
         
        Pezzotta: "Senza esecutivo non è concertazione".
        Ma la Cgil guarda solo a Confindustria
        Prove di dialogo sociale tra governo e sindacati
        Sacconi:"Primo impegno gli ammortizzatori"

        RICCARDO DE GENNARO
        ROMA – «Il metodo del dialogo con le parti sociali va ripreso». Ne è convinto ora, dopo il voto di domenica, anche uno dei «falchi» di Forza Italia, il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi. Il quale apprezza il fatto che il leader della Cisl, Savino Pezzotta, sia tornato a parlare senza complessi del Patto per l´Italia, l´accordo firmato da Cisl e Uil con governo e Confindustria e che la Cgil non sottoscrisse. Era l´estate del 2002, il governo e gli industriali tentavano di mettere la Cgil nell´angolo.
        Oggi in rapporti sono cambiati, Cgil, Cisl e Uil hanno recuperato una sorta di unità (Pezzotta la chiama "pluralismo convergente"), ma nelle parole di Sacconi si potrebbe leggere la speranza di un ritorno a quei tempi.
        Anche perché, ai fini delle nuove relazioni sindacali e di una ridefinizione dell´accordo sulla politica dei redditi del ´93, Cgil e Cisl hanno una strategia differente. La Cgil punta, in via prioritaria, all´apertura di un dialogo con la Confindustria di Montezemolo e non si preoccupa, per il momento, dell´atteggiamento del governo Berlusconi. Come dire: prima facciamo da soli e stabiliamo un asse con Confindustria, dopodichè starà al governo decidere come porsi nei nostri confronti. La Cisl non condivide questa politica dei due tempi e, dunque, con un occhio guarda alla Confindustria e con l´altro al governo. Pezzotta, d´altronde, lo dice apertamente: «La concertazione si fa in tre. Senza il governo non c´è concertazione. Se la nuova concertazione è un rapporto tra noi e le imprese non è concertazione».
        A questo proposito, Pezzotta e Sacconi hanno avuto un primo scambio di battute in via privata ieri, a margine di un convegno su "Partecipazione dei lavoratori e governance delle imprese". Ottimista la Uil: «Il risultato elettorale favorirà il dialogo sociale», commenta il numero uno Luigi Angeletti. Il quale oggi si vedrà con il vicepresidente della Confindustria, Alberto Bombassei (entro la settimana toccherà, ancora separatamente, a Pezzotta e a Epifani). Sacconi è d´accordo a ritentare il dialogo con le parti sociali, anche se è nota l´«ostilità» di Forza Italia verso la Cgil. Il governo riproverà a dividere i sindacati? È difficile dirlo adesso, ma è chiaro che il voto – premiante per i centristi dell´Udc – potrebbe favorire la Cisl nel suo ruolo di sindacato di riferimento dell´esecutivo.
        Il «primo impegno», come lo definisce lo stesso Sacconi, si presenterà già oggi in occasione della ripresa in commissione Lavoro del Senato dell´esame della riforma degli ammortizzatori sociali e della modifica dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, riforma che sembrava insabbiata. Secondo Sacconi, il provvedimento (sulla modifica dell´art.18 Cisl e Uil sono favorevoli, la Cgil è contraria) dovrà entrare in vigore entro l´anno. La delega previdenziale, aggiunge, dovrebbe invece essere approvata in via definitiva alla Camera entro giugno. Sacconi non sa dire, però, se sarà nuovamente necessario il voto di fiducia. Un «no» secco alla concertazione viene intanto dalla Fiom, che attacca Pezzotta: «Non è il caso di riproporre oggi un grande accordo tra governo, sindacati e Confindustria – dice Giorgio Cremaschi – che, sotto la parola concertazione, finirebbe per legittimare le politiche liberiste di questi anni».