Prova contratti per il sindacato

23/12/2004

    giovedì 23 dicembre 2004

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pagina 13

      RELAZIONI INDUSTRIALI -
      Cgil, Cisl e Uil cercano una posizione comune sulla riforma degli attuali assetti: partono i lavori di due commissioni
      Prova contratti per il sindacato
      Pressing dei vertici confederali sui metalmeccanici per arrivare alla piattaforma unica in vista del rinnovo Proposta di alleanza con le imprese per uscire dalla crisi produttiva Artioli: pronti a trovare insieme le soluzioni sui settori in difficoltà

      LINA PALMERINI

        ROMA • I tre segretari generali propongono un’alleanza alle imprese sulla crisi industriale e danno il fischio d’inizio alla riforma del modello contrattuale e alle regole di democrazia sindacale. Ma si impegnano anche a «spingere» le categorie dei metalmeccanici a presentare una piattaforma unitaria (che potrebbe essere varata nei primi 10 giorni di gennaio).
        È attraverso questi passaggi che il sindacato cerca di recuperare un ruolo e una voce. Indeboliti dal dialogo diretto del Governo con gli elettori, incerti nel rapporto con Confindustria proprio per le divisioni sui contratti, ora il sindacato ricomincia da tre.

        Tre tappe annunciate ieri dai leader di Cgil, Cisl e Uil: l’impegno a presentare una piattaforma comune per il rinnovo del contratto dei meccanici, revisione dell’accordo del ’93, allearsi con le imprese per affrontare le crisi industriali. Le prime due tappe — che rinsaldano l’unità sindacale — sono propedeutiche alla terza.

        Dalle confederazioni partirà una lettera a tutte le categorie produttive per avviare un confronto sull’industria e dare vita a una cabina di regia. E una prima risposta arriva già da Confindustria, dal vicepresidente Ettore Artioli: «Siamo convinti che solo lavorando insieme si possano affrontare efficacemente i vari aspetti della crisi dell’industria. Crediamo, dunque, sia necessario fare il punto con i sindacati al più presto, con l’obiettivo di giungere a soluzioni comuni. In questo siamo in linea con Cgil, Cisl e Uil».

        Intanto ieri sono partite le due commissioni che dovranno trovare una proposta comune sul modello contrattuale e sulla rappresentatività. A gennaio, poi, i tre segretari generali hanno fissato un’agenda fitta che parte l’11 con un seminario sui rapporti tra politica e sindacato, continua il 20 con un’assemblea di delegati sul Mezzogiorno preceduta — il giorno prima — da un incontro con tutte le forze sociali ed economiche per fare il punto sulle proposte. Un modo per prepararsi a un confronto con il Governo sia sul Sud sia sulla competitività. Un confronto su cui però le aspettative restano m inime e Guglielmo Epifani lo dice apertamente: «Il Governo non ci ha mai convocato, si occupa d’altro. A confermarlo è la Finanziaria, che non contiene misure per la competitività e, a questo punto, è difficile che un piccolo provvedimento successivo possa risolvere il problema». Intanto il sindacato va avanti e fissa per il 15 febbraio un’assemblea dei delegati a Milano sulle crisi industriali che coinvolgono «ormai più di 3.500 aziende con 160mila posti di lavoro a rischio», ha spiegato Pezzotta.

        L’anno si chiude male. Con appelli al Governo caduti nel vuoto, con il contratto dei pubblici a rischio, con tanti scioperi riusciti non tanto bene. «Quello che serve — ha detto il leader Uil, Luigi Angeletti — è un’alleanza con tutta la parte produttiva del Paese.

        Dobbiamo far capire all’Esecutivo che il Paese deve essere ascoltato». Prima però vanno fatte le tappe interne: la piattaforma unitaria per il contratto dei meccanici e la riforma della contrattazione. «Un nuovo accordo separato dei meccanici — ha detto Angeletti — è un’ipotesi sciagurata che avrà ripercussioni anche sui rapporti tra sindacati».

        Non ci saranno tempi biblici. Questa è stata la promessa di ieri dei tre leader di Cgil, Cisl e Uil. Le commissioni, quindi, dovrebbero completare il loro lavoro — alla ricerca di un accordo — in tempi ragionevoli. E l’ottimismo non manca. «Le differenze fra noi sono risolvibili», ha detto Angelletti. D’accordo anche Pezzotta ed Epifani. E anche sulla piattaforma delle tute blu, le opinioni tra i tre segretari generali coincidono: «Quello che avviene lì ha ripercussioni nel sistema confederale. Proprio per questo stiamo cercando di dare una mano, di spingere, per una piattaforma condivisa. Sarebbe una cosa importante, dentro un percorso unitario», ha confermato il leader della Cgil.

        Ci sono anche osservatori critici, come il sottosegretario al Welfare Sacconi che commentando l’insediamento delle due commissioni dice: «Fanno pensare a quel vecchio adagio secondo il quale quando non si sa affrontare un problema si fa una commissione». Fra qualche mese si vedrà se «il vecchio adagio» è ancora buono o — in questa circostanza — è davvero vecchio.