Protocollo Welfare: la Fiom dice no. Epifani replica duro

11/09/2007
    martedì 11 settembre 2007

    Pagina 4 – Economia

    Protocollo Welfare: la Fiom dice no.
    Epifani replica duro: un grave errore

      Il leader dei metalmeccanici Rinaldini propone al comitato centrale di non approvare. Il segretario della Cgil avverte che la bocciatura «aprirebbe un problema»

        di Giampiero Rossi/ Milano

        La Cgil va verso la spaccatura sull’accordo sul welfare del scorso 23 luglio scorso. Ieri il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, ha chiesto al Comitato centrale dell’organizzazione dei metalmeccanici Cgil di non approvare il Protocollo su pensioni e mercato del lavoro. Ma nella stessa riunione del comitato centrale del sindacato dei metalmeccanici è intervenuto anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha ammonito: la prima vera rottura interna al sindacato «aprirebbe un problema».

        Insomma, sono ore delicate, queste che precedono la presentazione, da parte di Rinaldini, del documento conclusivo della riunione che prevede la «non approvazione» di quell’accordo, firmato questa estate dai leader di Cgil, Cisl e Uil. In particolare Rinaldini formula un giudizio negativo sulla parte del protocollo sul superamento dello scalone Maroni e su quella che riguarda il mercato del Lavoro. Ma se il segretario della Fiom nella riunione della Cgil seguita all’intesa con il governo a luglio si era astenuto (anche se è vero che la categoria aveva anche organizzato degli scioperi contro l’accordo), adesso compie un passo in più, proponendo lo schieramento della potente categoria dei metalmeccanici apertamente contro quell’accordo, a poche settimane dalla consultazione nei luoghi di lavoro.

        Anche per questo, ieri, Epifani ha pronunciato un discorso molto diretto al comitato centrale della Fiom, al quale ha chiesto di non bocciare l’accordo di luglio. Se infatti la Fiom domani decidesse di dire no al protocollo sarebbe la prima volta che una categoria si esprime in modo diverso dalla confederazione su un accordo interconfederale.Un documento che, secondo il leader della Cgil, rappresenta la «migliore soluzione possibile» sulla gran parte dei temi affrontati. Se pure ci sono questioni sulle quali la Cgil mantiene alcune perplessità (come le parti sul mercato del lavoro che riguardano i contratti a termine e gli straordinari), ha detto in sostanza Epifani, ci sono numerosi aspetti positivi a partire dalla quantità di risorse destinate a lavoratori e pensionati.

        Epifani ha quindi sottolineato la necessità di approvare l’accordo nonostante i punti di critica perché stanzia risorse per lavoratori e pensionati e trova un punto di equilibrio sulla scalone. Sul superamento della legge Maroni, secondo il numero uno della Cgil, «non si poteva fare di più» perché ogni spostamento dello scalino di sei mesi costava circa tre miliardi. «Mi chiedo – ha detto – se ci fossero state queste risorse se sarebbe stato giusto metterle su questo punto».

        Quindi ha sottolineato l’importanza del referendum sull’intesa e ha auspicato «la maggiore partecipazione possibile» al voto. «Noi vorrei – ha avvertito – che ci fosse un ossequio formale alle regole e poi in altre sedi si dessero indicazioni diverse». Secondo il leader della Cgil sarebbe importante avere una «maggiore unità» dell’organizzazione in vista degli appuntamenti che aspettano il sindacato. Quanto all’ipotesi di richiesta di un congresso straordinario, Epifani ha detto che sarebbe «sbagliato» e che la soluzione sarebbe «già scritta» con i metalmeccanici che si troverebbe in minoranza, ricordando che è prevista a breve la conferenza di organizzazione.

        Oggi la Fiom si pronuncerà definitivamente. Per il sì al protocollo si esprimeranno i «riformisti» dell’organizzazione. Il segretario nazionale del sindacato, Fausto Durante, vicino alla linea del numero uno della Cgil, ha già annunciato un documento in cui propone l’approvazione del protocollo.