«Protocollo welfare»: al via la campagna per il voto

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Al via la grande campagna per il voto
    sul «protocollo welfare»

      Partono le assemblee: Epifani al Nuovo Pignone, Angeletti a Mirafiori. Durante (minoranza Fiom): noi votiamo sì

        di Giampiero Rossi

        GIUDIZI Adesso tocca a loro. La parola, quella decisiva, sull’accordo di luglio tra governo e sindacati, passa ai lavoratori italiani. Mentre la campagna tra gli schieramenti del Sì e del No imperversa a colpi di comunicati, Cgil, Cisl e Uil stanno ultimando il calendario delle assemblee nei luoghi di lavoro, durante le quali i dirigenti sindacali illustreranno i contenuti dell’intesa sul welfare e la discuteranno con i lavoratori.

        Lunedì mattina sarà lo stesso Guglielmo Epifani a spiegare le ragioni che hanno indotto il sindacato, sia pure con qualche maldipancia, a sottoscrivere il protocollo proposto dal governo il 23 luglio scorso. Il leader della Cgil interverrà, infatti, all’assemblea della Nuovo Pignone (gruppo General Electric) a Firenze. Il primo di ottobre, invece, sarà il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, ad affrontare la sempre difficile assemblea degli operai della Fiat a Mirafiori. Insieme a lui, tra l’altro, saranno presenti nella fabbrica simbolo per antonomasia anche la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini e il leader della Fiom, Gianni Rinaldini. Cioè due dirigenti sindacali che a proposito del protocollo welfare hanno manifestato opinioni opposte: dal sì di Morena Piccinini, che ha lavorato in particolare al capitolo pensioni, al no di Rinaldini, che al comitato centrale delle tute blu Cgil ha presentato un documento contrario all’accordo con il governo. Il segretario generale delle tute blu Cgil, però, ha spiegato chiaramente che non farà campagna per il no.

        Il calendario completo degli appuntamenti dei leader sindacali con i lavoratori sarà completato oggi. Ma nel frattempo si susseguono le prese di posizioni di organizzazioni di categoria, territoriali e di rappresentanti sindacali di stabilimenti. Si sono pronunciate in favore dell’accordo i vertici della Filcem (che rappresenta i lavoratori della chimica e dell’energia) e della Flai (settore agroalimentare». Contrari, oltre alla Fiom, sono anche i sindacalisti del Fismic (organizzazione sindacale presente soltanto alla Fiat) e i sindacati di base.

        È proprio il dibattito interno alla federazione del metalmeccanici, tuttavia, ad animare il confronto sindacale di queste settimane. Ieri il segretario nazionale Fausto Durante, leader della minoranza interna, ha spiegato pubblicamente i motivi del suo sì: «Non siamo nè girotondini nè “grillini”, restiamo con i piedi per terra e tra il disastro dell’antipolitica e la lentezza della politica, aspiriamo ad una nuova Italia – ha detto Durante – spero che dopo il referendum non accada nulla di drammatico e traumatico: dovremmo tutti riflettere sul significato dello strappo della Fiom rispetto alla Cgil». Sul fronte opposto è impegnato in una vivace campagna per il no un altro segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi: «Se arriva un no forte dal referendum sull’accordo sul welfare, per cambiarlo non mi rivolgo a Rifondazione, ma a tutto il governo e persino a Dini».

        Ma intanto sono gli stessi lavoratori a prendere progressivamente in mano una questione che, in fin dei conti, riguarda proprio loro e sulla quale avranno esclusivo diritto di decidere a maggioranza, con un voto referendario il cui risultato sarà reso noto il 12 ottobre. Sempre tra i metalmeccanici, la categoria più agitata dal confronto, sono da segnalare, per esempio, il documento firmato da 400 delegati e iscritti della Fiom dipendenti dello stabilimento Candy di Brugherio, alle porte di Milano, che si pronuncia apertamente contro «la cultura del no». Viceversa, il comitato direttivo della Fiom di Belluno ha approvato a larga maggioranza un ordine del giorno che «valuta positivamente la manifestazione del 20 ottobre», Ormai l’autunno è iniziato.