PROTOCOLLO SULLA POLITICA DEI REDDITI, 31.7.1992

<Protocollo sulla politica dei redditi, la lotta all’inflazione e il costo del lavoro>, firmato a Palazzo Chigi da Governo, Confindustria e sindacati il 31 luglio 1992.

A seguito dell’accordo tra Governo e parti sociali del 6 luglio 1990 e delle trattative avviate il 2 giugno 1992 in applicazione del Protocollo tra Governo e parti sociali del 10 dicembre 1991, e sulla base del comunicato della Presidenza del Consiglio dei ministri del 23 luglio 1992 è stato definito il seguente protocollo. In una situazione economica e finanziaria che rischia di aggravarsi ulteriormente, accentuando elementi già forti di debolezza e di instabilità , il Governo ritiene essenziali una immediata azione di freno dell’inflazione e una significativa riduzione del disavanzo statale. L’obiettivo non è solo quello di riconvergere verso i parametri del trattato di Maastricht. E’ – e appare oggi – quello di salvare le nostre potenzialità di sviluppo, di non cadere in una spirale incontrollabile che metterebbe a repentaglio, per lungo tempo, quanto ha costruito in questi decenni il lavoro italiano e le prospettive di sicurezza economica di larga parte della comunità nazionale. Appaiono dunque necessarie, e non eludibili, coerenti politiche del Governo e comportamenti degli operatori economici e sociali che consolidino l’efficacia della svolta da compiere per uscire dalle difficoltà attuali, riprendere un sentiero di sostenuto sviluppo economico e occupazionale, recuperare piena credibilità sul piano internazionale, in un clima di certezze. In nome di questa prospettiva ardua, ma ancora possibile, il Governo assume gli impegni che seguono e rivolge alle parti sociali un fermissimo e responsabile appello. L’azione di politica dei redditi sarà correlata ai parametri di riferimento per la politica economica e di bilancio, approvati nel Documento di programmazione economico-finanziaria per il triennio ’93-95 e, in particolare, ai seguenti: prodotto interno lordo 1,6% nel ’93, 2,4% nel ’94 e 2,6% nel ’95; prezzi al consumo 3,5% nel ’93, 2,5% nel ’94 e 2% nel ’95. Il Governo ha inoltre ritenuto necessario attivare misure immediate di risanamento economico-finanziario e abbassare quanto più possibile il tasso tendenziale di inflazione alla fine del 1992. Auspica, pertanto, che le intese tra le parti abbiano anch’esse immediata efficacia e risultino coerenti con tali indirizzi. Il Governo ritiene che, per conseguire apprezzabili risultati nell’abbattimento dell’inflazione, rafforzare la competitività dei nostri prodotti sui mercati internazionali e garantire la stabilità del cambio, occorra rendere coerente le dinamica delle retribuzioni unitarie e del costo del lavoro con l’inflazione programmata. Le parti sociali prendono atto delle dichiarazioni del Governo sulle scelte di politica economica e condividono l’obiettivo di ricondurrel’inflazione al 2% a fine 1994. Le parti esprimono consapevolezza della necessità che le imprese recuperino competitivita’; assumono l’obiettivo di un adeguato rilancio occupazionale con particolare riguardo alle aree del Mezzogiorno. Le parti riconoscono il valore determinante dei loro comportamenti rispetto all’attuazione di una politica di tutti i redditi che assuma come obiettivo centrale la drastica riduzione del tasso d’inflazione. Tale valore determinante è altresì ricondotto dal Governo – così com’è scritto nel Programma su cui esso ha avuto la fiducia del Parlamento – <all’obiettivo del mantenimento del valore reale delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici>. Conseguentemente, al fine della gestione delle dinamiche salariali per il 1992 e il 1993, le parti concordano sui seguenti punti:* in riferimento all’accordo del 10 dicembre 1991, la definitiva presa d’atto dell’intervenuta cessazione del sistema di indicizzazione dei salari di cui alla legge 13 luglio 1990, n. 191, già scaduta il 31 dicembre 1991;* l’erogazione di una somma forfettaria a titolo di elemento distinto dalla retribuzione, di lire 20.000 mensili per 13 mensilità , a partire dal mese di gennaio 1993, a copertura dell’intero periodo 1992-93, che resterà allo stesso titolo acquisita per il futuro nella retribuzione;* adesione all’invito del Presidente del Consiglio a non procedere,durante il medesimo periodo, a erogazioni unilaterali collettive e ad altre a esse assimilabili nonche’ a negoziati a livello d’impresa, fatte salve le procedure relative a crisi o ristrutturazioni aziendali, dai quali negoziati possano derivare incrementi retributivi per le imprese. Il Governo assume coerentemente l’impegno di non proporre particolari erogazioni a dipendenti delle Pubbliche amministrazioni non convenute nell’ambito di accordi di comparto. L’erogazione forfettaria da definire per il pubblico impiego costituirà contenuto necessario degli accordi di comparto. Il Governo e le parti sociali, a seguito degli incontri tenutisi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ritengono che il negoziato sulla revisione degli assetti contrattuali a regime e sulla riforma del salario possa concludersi, come indicato nel comunicato della Presidenza del 23 luglio 1992, entro il prossimo 15 settembre. Il negoziato si svolgerà intorno ai seguenti principi guida, bisognosi di approfondimenti sia nei loro contenuti sia nelle loro reciproche relazioni: *previsione di livelli contrattuali non sovrapposti e distinti e perciò da definire in relazione alle materie, ai tempi, alle procedure; * previsione di una parziale difesa del potere d’acquisto dei salari per i tempi di prolungata discontinuità contrattuale, che valga anche come incentivo al normale svolgimento delle trattative. Il Governo svolgerà un ruolo attivo al fine di portare le parti alla positiva conclusione del negoziato. In relazione all’obiettivo concordemente assunto di produrre gradualmente l’omologazione formale e sostanziale del lavoro pubblico con il lavoro privato (secondo i principi convenuti nell’ambito delle intese del 29 gennaio u.s.), si conviene di promuovere le condizioni più idonee per una ampia disciplina contrattuale dei rapporti di lavoro riferiti alle Pubbliche Amministrazioni. A tal fine il Governo promuoverà dal mese di settembre una sede di confronto e negoziazione con le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative avente quali obiettivi la disciplina dei tempi e dei modi di transizione alle regole del diritto comune, la delegificazione funzionale alla apertura di spazi contrattuali, la struttura della retribuzione, l’organizzazione dei livelli della contrattazione in relazione anche alle componenti della retribuzione stessa. Contemporaneamente a quanto sopra, la ripresa o l’avvio delle trattative relative ai diversi comparti assumerà l’obiettivo di definire, oltre agli aspetti retributivi in coerenza con i vincoli posti dalla politica dei redditi, con riferimento anche ai tempi di erogazione, contenuti di ammodernamento delle pubbliche amministrazioni – con particolare riguardo alla essenziale riqualificazione della gestione delle risorse umane – in linea con gli obiettivi generali individuati nella sede avente ad oggetto il complesso delle Pubbliche Amministrazioni. Il Governo conferma la decisione di dare effettivo corso ad una politica di tutti i redditi mediante le seguenti aree di intervento: 1) Interventi su prezzi e tariffe – Nei limiti consentiti dalla normativa comunitaria, il Governo indica la necessità di impostare una politica tariffaria per i pubblici servizi coerente con gli obiettivi di disinflazione, predeterminando, in un quadro di recuperi di produttività e miglioramento della qualità dei servizi offerti , la dinamica delle tariffe su base pluriennale, anche attraverso specifici contratti di programma. Ulteriori misure di contenimento e di controllo saranno assunte per il complesso dei prezzi pubblici anche per quanto riguarda quelli sottoposti a competenza regionale e locale. Quanto ai prezzi liberi, il Governo promuoverà , d’intesa con le categorie interessate alla formazione dei prezzi, un programma di monitoraggio e autoregolamentazione. Impartirà inoltre le opportune direttive alle Amministrazioni dello Stato in modo da evitare l’acquisto di servizi e beni i cui incrementi di prezzo non siano in linea con i tassi programmati di inflazione, per conseguire con maggiore facilità l’obiettivo indicato, dovranno essere rimossi tutti gli ostacoli alla concorrenza tra fornitori, anche in coordinamento con l’Autorità anti-trust. Anche le autorità locali saranno impegnate in una politica diretta ad accrescere la concorrenzialità nel settore dei servizi, attraverso snellimenti delle procedure, garantendo il prioritario ruolo degli operatori presenti sul mercato. Per questi compiti il Governo si avvarrà della segreteria del Cip che, opportunamente riordinata, predisporrà mensilmente, e renderà pubblica, una relazione sull’andamento dei prezzi. Nel caso in cui i fenomeni osservati siano ritenuti di carattere eminentemente speculativo, il Cip ne informerà il Cipe per eventuali proposte di passaggio del bene o servizio in argomento dal regime libero a quello di sorveglianza e, nei casi più gravi e in via eccezionale , all’amministrazione del prezzo per un periodo di tempo limitato. 2) Politica fiscale e contributiva – Il Governo intende mantenere nel suo insieme costante la pressione fiscale, a parità di servizi erogati, nel 1993 e opererà per il recupero della base imponibile evasa o erosa. L’intervento normativo sarà finalizzato alla semplificazione e al riordino in pochi Testi unici di quella che appare una vera e propria giungla fiscale; ad una drastica riduzione del numero e dei livelli delle agevolazioni fiscali, secondo scale di priorità che terranno ovviamente conto della diversa rilevanza e qualità degli interessi coinvolti; alla maggiore responsabilizzazione di Regioni ed Enti locali sotto il profilo delle entrate. Il processo di razionalizzazione del sistema tributario deve subire, pertanto, una decisa accelerazione per il raggiungimento dei predetti obiettivi, nel quadro di una equa distribuzione del prelievo sulla generalità dei cittadini, espungendo dal sistema stesso aree di elusione e contrastando efficacemente i comportamenti evasivi. Linee di forza di questo processo sono: a) la revisione delle agevolazioni, tenendo conto delle finalità di incentivazione delle attività economiche in particolari settori e aree, e la riconsiderazione delle deduzioni dall’imponibile per assicurare ai contribuenti una equilibrata fruizione dei benefici; b) la rimodulazione delle discipline tributarie delle piccole imprese e del lavoro autonomo, in un quadro di più adeguati livelli di imposizione, associati alla semplificazione degli oneri e degli adempimenti formali, attraverso l’attività dei Centri di assistenza fiscale; c) lo sviluppo e il potenziamento della attività accertatrice, anche attraverso l’affinamento dei coefficienti presuntivi di reddito che rendano piu’ immediato lo svolgersi dell’azione dell’Amministrazione. Il sistema contributivo sanitario dovrà subire una profonda ristrutturazione prevedendo, ad esempio, l’armonizzazione delle aliquote entro un’ampia fascia di reddito eguale per tutti i lavoratori pubblici, privati ed autonomi; nell’ambito di tale ristrutturazione potrà trovare ulteriore sviluppo il processo di revisione degli oneri impropri di malattia. Il sistema fiscale e contributivo sarà anche utilizzato per la correzione di andamenti dei redditi difformi dagli obiettivi antinflazionistici.3) Interventi per l’occupazione e per il mercato del lavoro – Il Governo, per affrontare la nuova fase di ristrutturazione dell’economia italiana e le negative ripercussioni sul mercato del lavoro, intende adottare un programma accelerato di piena e mirata attuazione della recente legge n. 223/1991 riguardante la Cassa integrazione e la mobilità , anche apportando ad essa eventuali necessarie integrazioni. Le linee guida di tale programma, con la partecipazione attiva delle parti sociali, saranno le seguenti:* ruolo attivo del ministero del Lavoro nel promuovere opportunità di nuova occupazione, anche giovanile, con la messa a punto, la gestione e/o il controllo di strumenti innovativi, anche da definire legislativamente, di rapporto di lavoro flessibili in sintonia conquanto già avviene negli altri Paesi comunitari;* ruolo attivo del ministero del Lavoro per il raggiungimento di intese sindacali nei processi di ristrutturazione, riorganizzazione o gestione di crisi, valorizzando la funzione della Cassa integrazione, promuovendo l’uso flessibile del lavoro, al fine di contenere le riduzioni di personale;* adozione degli opportuni provvedimenti affinchè le Regioni realizzino il dettato legislativo in materia di formazione professionale per i lavoratori in mobilità , studiando l’opportunità di destinare a tale scopo quota parte del Fondo sociale europeo;* potenziamento e indirizzo delle attività delle agenzie dell’impiego, per concretizzare, in sinergia con le forze sociali, le opportunità previste dalla legge per una mobilità da posto a posto (passaggio alla pubblica amministrazione, contratti di reinserimento, assunzioni a termine agevolate, lavori in opere e servizi di pubblica utilità , intrapresa di lavoro autonomo). Il Governo ritiene inoltre che sia indispensabile porre mano alla riforma del sistema di formazione professionale, in modo che esso sia effettivamente posto in grado di realizzare un servizio di formazione permanente, non ripetitivo dell’istruzione di base, bensì capace di sintonizzarsi con le innovazioni organizzative e tecnologiche. Infine, nell’ambito della Presidenza del Consiglio, sarà creata una apposita "task force” per interventi a sostegno dell’occupazione e a tutela del patrimonio professionale nelle aree più toccate da crisi. Nel quadro dei suoi compiti, che saranno messi a punto di concerto con le parti sociali, la predetta struttura dovrà realizzare il coordinamento e l’effettivo utilizzo integrato delle risorse e delle agenzie disponibili a livello nazionale per la creazione di posti di lavoro. 4) Politiche a favore degli investimenti – Il Governo richiama gli impegni già assunti nel programma a favore di una più diretta e diffusa canalizzazione del risparmio verso gli investimenti, promuovendo il ricorso al capitale di rischio e adottando a tal fine gli strumenti necessari a dare maggiore solidità e respiro alla Borsa: più elevato pluralismo, promozione di investitori istituzionali quali i fondi pensione, fondi chiusi, borse locali, in vista di più ampie possibilità di accesso diretto al risparmio soprattutto per le piccole e medie imprese. Nell’ambito delle future allocazioni di bilancio avranno carattere prioritario gli stanziamenti per l’innovazione tecnologica, la ricerca e sviluppo. 5) Procedure di verifica e controllo – Le parti concordano di stabilire, quali momenti sistematici di verifica degli interventi e delle politiche delineate, due incontri annuali, prima della elaborazione del Documento di programmazione economico-finanziaria e prima della elaborazione della Relazione previsionale e programmatica e della legge finanziaria.