Protezione civile, prima vittoria, ma non basta

22/02/2010

La parziale marcia indietro dell’esecutivo con lo stop alla creazione della Protezione Civile spa rappresenta solo un “piccolissimo passo indietro”. Questa la posizione della CGIL, che è stata espressa dal segretario generale, Guglielmo Epifani, durante l’iniziativa pubblica ‘NO alla Protezione Civile Spa’ che si è svolta la scorsa settimana in contemporanea con le decisioni del governo e del Parlamento a proposito del decreto. Un decreto che, per come è impostato, sembra –nonostante tutti gli scandali – voler ulteriormente allargare i poteri di deroga della Protezione Civile, in un clima appesantito dall’inchiesta giudiziaria aperta su sospetti atti di corruzione. Ovviamente per la CGIL questo primo passo indietro della maggioranza è già una prima vittoria, frutto della battaglia del sindacato che ormai dura da mesi. Ma quello che serve ora, spiega il segretario generale CGIL, è la possibilità di giungere al più presto ad una “opportuna riconduzione dell’attività della Protezione civile alle emergenze”. Tutti gli sforzi della Protezione civile, secondo Epifani, si devono concentrare là dove le necessità dell’emergenza lo impongono, “tutto il resto va ricondotto all’ordinarietà, compresi i grandi eventi”. Una cosa sono i terremoti e le alluvioni, altra cosa eventi come i Mondiali di nuoto o la Louis Vuitton Cup di vela, che non hanno nulla del carattere emergenziale dei disastri ambientali. “La CGIL è stata la prima a denunciare un sistema della Protezione civile che non funzionava – ha detto Epifani – siamo stati i primi, per qualche tempo, e ora per fortuna non più gli unici a denunciare i fatti esponendo anche a rischi reali i nostri compagni che lavorano nel settore della Protezione civile. Ora incassiamo una piccola marcia indietro con la cancellazione del progetto della Protezione civile Spa, ma non basta. Noi non ci accontentiamo di guardare il dito, ma vogliamo vedere la luna, possibilmente anche l’altra faccia. Per questo non ci fermeremo qui e andremo avanti”. E i problemi che rimangono aperti sono relativi appunto alle attribuzioni delle funzioni specifiche della Protezione civile, il sistema delle deroghe e degli appalti, l’uso abnorme di commissari che spesso si pongono in conflitto con i compiti e gli spazi propri delle altre istituzioni.