Proteste Fiat, la Fiom va in tournée

20/07/2010

Una «tournée» davanti agli stabilimenti Fiat di tutta Italia per ribadire le proprie posizioni: no ai licenziamenti di Melfi e Termini, sì al premio di risultato, no ai ricatti di Pomigliano, no alla chiusura di Termini Imerese. La Fiom Cgil riparte domani – le proteste in realtà non si erano praticamentemai interrotte – proprio da Termini per svolgere una serie di iniziative che non facciano spegnere i riflettori (nonostante siamo in estate) sui tanti nodi aperti in Fiat.
Nella città siciliana si terrà domani la prima delle iniziative di una sorta di protesta itinerante, decisa lo scorso primo luglio dall’assemblea dei delegati che si è svolta a Pomigliano. «Si ribadirà – spiega un comunicato dei metalmeccanici Cgil – il no deciso della Fiom alla chiusura dello stabilimento siciliano della Fiat. L’appuntamento è alle 9.30 a Villa Palmeri, il giardino comunale di Termini Imerese, dove si terrà l’assemblea regionale dei delegati Fiom, con
la partecipazione del segretario Maurizio Landini (nella foto).
Sempre domani, la segretaria della Fiom siciliana Giovanna Marano illusterà i dati aggiornati della crisi in Sicilia: «Vogliano mantenere alta l’attenzione sul problema della deindustrializzazione del Sud e sottolineare la nostra indisponibilità a scambiare il lavoro con la riduzione di diritti e salari – spiega – Per quanto riguarda Termini, ribadiamo che lo stabilimento Fiat non deve chiudere: l’azienda si assuma la sua responsabilità sociale interpretando un ruolo attivo nella soluzione della vertenza». All’assemblea parteciperà anche Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil. Intanto oggi ripartiranno le linee di Pomigliano d’Arco, dopo la pausa per la cassa: la ripresa durerà 3 giorni. I cancelli riapriranno per i soli addetti all’Alfa 15, a differenza degli addetti all’Alfa 147 (modello senza commesse) che permangono in cassa integrazione.