Protestano 56 lavoratori senza stipendio da 4 mesi

18/01/2011

Tivoli – Tutti in strada, sfidando il freddo, per rivendicare il diritto allo stipendio. Ieri mattina a Tivoli, nella centralissima viale Trieste, i dipendenti del Centro di terapia fisica e ginnastica medica Srl hanno scioperato chiedendo il pagamento delle ultime quattro mensilità e della tredicesima. La società, che ha 56 dipendenti, è accreditata presso la regione ma proprio i mancati pagamenti per i servizi offerti in convenzione hanno provocato la crisi. Le rimesse regionali non arrivano ed i soldi per i salari dei lavoratori non ci sono. «Non possiamo essere noi la finanziaria della società – hanno commentato i dipendenti – la situazione è davvero critica, soprattutto per le famiglie monoreddito». «Vogliamo denunciare la grave situazione di questi lavoratori – ha spiegato Fausto Quattrini, segretario generale della Filcams Cgil di Roma Est – abbiamo già avuto, lo scorso dicembre, un incontro con l’azienda che ci ha esposto la grave situazione economica in cui versa, comunicandoci anche che si erano già esposti economicamente con le banche per anticipare gli stipendi fino ad agosto e che non sono più in grado di sostenere questa situazione. E’ vero che la regione non sta pagando ma il rischio di impresa è soltanto dell’azienda e i lavoratori non possono più sopportare questo disagio che li sta mettendo in ginocchio».
«L’ultima tranche che ci hanno saldato è quella di maggio – ha commentato Gianluca Boccomino, amministratore del Centro – non abbiamo neanche notizie certe su quando saranno effettuati i prossimi pagamenti. Prima ci hanno detto che era tutto fermo per via del piano di rientro, poi perché c’era la chiusura del bilancio ed ora non sanno cosa inventarsi. Il nostro rischio d’impresa è stato quello di mantenere i livelli occupazionali nonostante la crisi, il tetto alle prestazioni che ci hanno imposto nel 2005 e i tariffari fermi addirittura al 1996. Riconosciamo tutte le difficoltà che ci sono per gli stipendi in arretrato, non ci nascondiamo dietro ad un dito. Sinora, comunque, siamo sempre riusciti a garantire i servizi perché come sanità abbiamo anche degli obblighi morali e non possiamo far ricadere sull’utenza i nostri problemi». Dei vari reparti della struttura, infatti, nonostante lo sciopero è rimasta aperta la dialisi. «La dialisi è necessaria – hanno spiegato il vice segretario dell’associazione Malati di reni, Mario Chinca, ed il rappresentate locale Rolando Scopigno – lo sciopero del centro di Tivoli è il primo che registriamo ma si tratta di un’avvisaglia di un problema molto serio. Già c’è carenze di posti per i dializzati, tant’è che molti sono costretti a rivolgersi ad altre regioni».