Protesta per difendereil contratto integrativo

28/10/2012

Colletti bianchi «cassieri» per un giorno. Ieri mattina nel Carrefour di Le Gru, a «passare» i prodotti alle casse c’erano molti uomini e qualcuno anche attempato, con tanto di camicia e cravatta col simbolo della società. Già, perché alle 6, davanti picchetto informativo dei sindacati, molti lavoratori hanno fatto dietrofront e sono tornati a casa. Nodo del contendere il rinnovo del contratto integrativo. «Hanno annullato quello esistente – spiega Roberto Porrari, rsu della Filcams Cgil – e così ora partiamo da zero. Per fare un esempio, sarebbe come andare a trattare il rinnovo dell’affitto avendo appena ricevuto lo sfratto».
L’umore è nero. «Lo stato d’animo lo spiega bene l’adesione altissima allo sciopero, quasi il 90 per cento – dichiara Abdel Aziz El Zaaf, sindacalista Filcams Cgil -. Già da un anno sopportano un contratto di solidarietà e il dover lavorare le domeniche, non si può mica premere sempre sui lavoratori chiedendo loro continui sacrifici». E lo sciopero selvaggio, deciso nella notte di venerdì, serviva proprio a mettere in difficoltà l’azienda e farla arrivare a più miti consigli. «Senza integrativo ogni lavoratore perde dai 700 ai mille euro all’anno – dice El Zaaf -: quasi uno stipendio».
A sostegno dei lavoratori, che a Grugliasco sono circa 400, di cui il 40 per cento full-time e il restante part-time, si sono schierati anche gli onorevoli Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi del Pd. «Se c’è un settore che ha accettato in pieno la liberalizzazione è proprio quello del commercio – sbotta Esposito -, ma non si può continuare a chiedere senza dare, anzi gravando ancora con ulteriori sacrifici». Per questo ieri erano con loro a sostenerne la protesta. «E martedì porteremo la questione in parlamento – garantiscono -, chiedendo un intervento rapido del governo».
Intanto alle casse di Le Gru ieri a meritare un encomio erano clienti. «Sono stati speciali – ammette il direttore del Carrefour, Luigi Cavalieri -: nessuna protesta, nessun reclamo». Perché i dirigenti come cassiere non erano proprio il massimo. «Ci siamo organizzati all’ultimo», confessa. E sulle dichiarazioni del sindacato ribatte punto su punto. «Il 90 per cento di adesione? Io direi un 55 – afferma -. Integrativo azzerato? Ma è per contratto, comunque si ridiscuteranno solo alcuni punti, senza penalizzare i lavoratori: togliendo qualche privilegio, non le garanzie. Però deponiamo le armi e salvaguardiamo il posto».