Protesta degli estetisti

08/03/2007
    mercoledì 7 marzo 2007

      Pagina 16 – Economia e Imprese

      Protesta degli estetisti

        Il comparto chiede di modificare la norma del Bersani 2. No alla settimana lunga obbligatoria

          di Agnese Tommasi

            No alla settimana lunga per acconciatori e estetisti. Non piace agli artigiani del comparto benessere la disposizione del secondo pacchetto sulle liberalizzazioni, il decreto Bersani 2, che abolisce la chiusura infrasettimanale per acconciatori e estetisti. Per questo motivo Cna benessere e sanità ha incontrato Andrea Lulli, il relatore del disegno di legge di conversione del decreto 7/2007, attualmente all’esame della camera dei deputati. ´Condividiamo senza alcun dubbio i processi di liberalizzazione inaugurati da Bersani’, spiega il presidente di Cna Unione benessere Savino Moscia. ´Anche perché, tra l’altro, nel nostro settore sono già stati avviati autonomamente da diversi anni’.

            Erano infatti i comuni, secondo la normativa passata, a stabilire il cosiddetto quorum (il numero dei negozi per abitante) o la distanza minima fra esercizi (un negozio ogni tot metri). Istituti, questi, già caduti in disuso o aboliti da tempo. ´Non è certamente questo il punto’, chiarisce Danilo Garone, responsabile di Cna Unione benessere, ´ma l’abolizione della chiusura infrasettimanale rischia di creare problemi di ordine pratico non facilmente risolvibili’. Secondo acconciatori e estetisti, ormai per consuetudine chiusi il lunedì, si aprirebbero, per esempio, questioni di natura contrattuale per i dipendenti obbligati a orari di lavoro settimanale più pesanti. Ma non è tutto.

              Il comparto è notoriamente per larga misura caratterizzato dalla presenza di donne, in forze per circa l’80-90%. ´Togliere un ulteriore giorno al riposo settimanale’, aggiunge Moscia, ´significa mettere in crisi anche numerose famiglie’.

                Le solite resistenze corporative? Si direbbe di no, dal momento che acconciatori ed estetisti offrono a Bersani la soluzione per salvare capra e cavoli. ´Per venire incontro alle esigenze dei consumatori e degli operatori’, spiega infatti Moscia, ´si potrebbe stabilire il mantenimento della chiusura infrasettimanale, non ancorandola però a un giorno fisso come avviene oggi, ma rendendola flessibile nell’arco della settimana’. Come dire, si potrebbero creare le condizioni per una sorta di turnazione naturale nel corso della settimana, senza obbligare gli artigiani alla settimana lunga. ´Questo aspetto’, insiste Moscia, ´potrebbe anche essere lasciato alla determinazione di regioni e comuni in rapporto alle effettive esigenze e peculiarità dei territori’. La parola, ora, passa a Bersani. Lulli da parte sua ha dichiarato di comprendere le motivazioni addotte dalla Cna e ha assicurato il suo massimo impegno per cercare di trovare una soluzione che tenga conto sia delle richieste della categoria che dello spirito del decreto. (riproduzione riservata)