Prossima fermata, Torino

26/06/2002

26 giugno 2002



Prossima fermata, Torino
Domani lo sciopero regionale, con 12 manifestazioni


EZIO VALLAROLO


TORINO
«Siamo fortemente preoccupati e indignati per le dichiarazioni del ministro Maroni, parole che evidenziano un deficit di cultura democratica. In particolare aver ripetuto l’accostamento di piazze e pistole rivolgendosi a un’organizzazione sindacale e al suo segretario. Ancora più gravi perché rivolte a chi difende il diritto a non essere d’accordo con quanto il governo ha definito il 20 giugno: un atteggiamento che dovrebbe preoccupare tutti i cittadini. In questo clima, mi piacerebbe che anche Cisl e Uil si indignassero». Con queste dure parole Titti Di Salvo, segretario generale della Cgil Piemonte, ha presentato ieri mattina, presso la Camera del Lavoro di Torino, lo sciopero generale regionale convocato per domani. Nell’occasione la Cgil organizzerà dodici manifestazioni in Piemonte contro la politica economica del governo e la modifica dell’articolo 18. Cinque si svolgeranno nella sola provincia di Torino e fra queste ci sarà un presidio, a partire dalle 9,30, davanti all’Unione industriale del capoluogo, in via Fanti. Lo sciopero sarà di quattro ore in tutti i settori, ad eccezione del commercio e delle poste dove sarà di otto ore. Le manifestazioni si svolgeranno a Torino, Ivrea, Pinerolo, Settimo, in Val Susa, ad Alessandria, Asti, Cuneo, Verbania, Novara, Biella, Vercelli. Titti Di Salvo ha sottolineato la coerenza della posizione Cgil rispetto alla piattaforma unitaria definita con Cisl e Uil in occasione dello sciopero generale del 16 aprile scorso: «Le ragioni dello sciopero sono anche in questo caso sindacali, non si capisce perché se lo sciopero è proclamato solo dalla Cgil allora è considerato politico». Il riferimento alla coerenza rispetto al 16 aprile ritorna anche nelle parole di Vincenzo Scudiere, segretario della Camera del Lavoro torinese, secondo cui «la situazione non solo non è mutata rispetto a due mesi fa, ma anzi è peggiorata: si prefigurano un grande imbroglio e una farsa di fronte ai quali non si può rimanere in silenzio».

Nella giornata di domani si svolgerà, parallelamente, l’iniziativa riassunta nello slogan "Tu sì, tu no, impronta non ci sto. Le impronte macchiano i tuoi diritti". Si tratta dell’"impronta day", voluta per contestare la legge Bossi-Fini. «Lo sciopero – precisa Titti Di Salvo – è anche contro la legge xenofoba e razzista sull’immigrazione e per questo il sindacato ha deciso di invitare tutti i manifestanti, ma anche i cittadini, a passare le dita su un tampone imbevuto di inchiostro e a lasciare le proprie impronte che saranno poi inviate alle prefetture». Ma anche «allo stesso ministro Maroni», come ha chiosato polemicamente Vincenzo Scudiere.