Prosegue lenta la crescita dei consumi

19/01/2001

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Venerdì 19 Gennaio 2001 italia – economia
Prosegue lenta la crescita dei consumi: nella stagione in corso l’aumento è del 4,2% (1,8% in quantità).

Abbigliamento, avanti piano.
Prevista una leggera frenata in primavera e una ripresa in autunno.
Ripartono gli acquisti di calze

MILANO La marcia lunga e lenta dei consumi di abbigliamento continua nel 2001. Non c’è da aspettarsi nessun sussulto per le vendite al dettaglio, solo una crescita costante e poco entusiasmante. In questa stagione, le famiglie stanno spendendo il 4,2% in più rispetto a un anno fa: l’1,8% si deve all’aumento in quantità delle vendite e il 2,4% alla crescita dei prezzi. Il ritmo si attenuerà ulteriormente durante l’incombente primavera-estate, quando la spesa complessiva per l’abbigliamento è prevista in aumento del 3,5% con un contributo dell’1,4% dell’incremento al netto dei prezzi. I livelli risaliranno nell’autunno-inverno 2001: +1,7% in quantità, +4% se invece si considera la spesa. Le previsioni sono di Sistema moda Italia, l’associazione dei produttori di settore, su dati AcNielsen Sita e arrivano dopo il consuntivo sulla scorsa primavera-estate, chiusa con una spesa in crescita del 4,2% (in quantità l’aumento è stato del 2%).

Le stagioni più calde del 2000 — dal punto di vista climatico, non certo per i consumi — hanno premiato soprattutto l’abbigliamento esterno da donna, vale a dire maglie, abiti e tutti gli altri capi non intimi: +6,3% per la spesa (+3,2% in volume). Ottimi anche i risultati per l’intimo femminile, dove la crescita in valore è stata inferiore a quella in quantità (+3,7 rispetto a +5,8%): un fenomeno dovuto alla diminuzione dei prezi in questo segmento di prodotto.

Nella primavera-estate 2000 è diminuito ancora il consumo di calze: la moda delle gambe scoperte e l’abbandono dei collant a favore di calze di tipo maschile o sportivo, da indossare sotto un paio di scarpe estive, ha scoraggiato gli acquisti di calze tradizionali. Le quantità vendute sono diminuite di oltre il 10% mentre il calo della spesa si è fermato al 5% per effetto dell’aumento dei prezzi medi. Quest’anno i consumi di calze ripartiranno di slancio: sul mercato italiano la crisi causata dalle tendenze imposte dalla moda negli anni passati sembra alle spalle e si preparano aumenti tra il 7,5% di questo autunno-inverno e il 5% della prossima primavera, anche se la ripresa in quantità nel momento migliore non andrà oltre il 2,8 per cento.

L’anno scorso i consumi di abbigliamento maschile sono stati i meno vivaci: per «l’esterno uomo» i volumi sono rimasti sugli stessi livelli della primavera-estate ’99 e il +2,7% della spesa si deve soltanto all’inflazione. Non sarà diverso il 2001: secondo le previsioni di Sistema moda Italia e AcNielsen Sita, in questa stagione il valore degli acquisti salirà del 4% (1,6% in volume), in primavera del 3,7% (di cui l’1,4% in quantità) e nell’autunno-inverno 2001, la stagione protagonista di Pitti e delle sfilate milanesi appena concluse, la crescita della spesa rallenterà ulteriormente al 3,5% con appena l’1,3% di aumento in quantità. Andrà meglio ancora una volta ai negozi che vendono le collezioni di moda donna: i consumi di abbigliamento esterno sono previsti in crescita tra il 4,3% della primavera-estate e il 5% dei due inverni, l’attuale e il prossimo, mentre gli aumenti in quantità resteranno sempre intorno al 2,2 per cento. Non sarà così brillante la congiuntura dell’intimo femminile, i cui consumi cresceranno a un ritmo più lento, mai superiore al 2,5 per cento.

—firma—A.Ba.