Proposta italiana: circolazione libera nella Ue allargata

29/04/2003




              Martedí 29 Aprile 2003
              ITALIA-LAVORO
              Proposta italiana: circolazione libera nella Ue allargata


              ROMA – Sì alla libera circolazione dei lavoratori nella nuova Unione europea a 25 Stati. Ad anticipare l’orientamento del Governo è stato ieri il ministro del Welfare, Roberto Maroni. Una decisione ufficiale ancora non c’è, ha spiegato ieri il ministro, annunciando che presenterà una proposta per non avvalersi della clausola che limita la mobilità per un periodo transitorio. «Alcuni Paesi hanno già detto che non la applicheranno, altri invece, come Germania e Austria, manterranno le limitazioni. La mobilità dei lavoratori è uno dei temi più importanti legati all’allargamento della Ue. La proposta che farò è già stata condivisa da alcuni esponenti del Governo come il vice premier Gianfranco Fini e il ministro degli Esteri, Franco Frattini», ha detto Maroni. Il diritto del lavoro e la mobilità nella nuova Ue fanno parte delle cinque priorità della Presidenza italiana del semestre europeo che il ministro del Welfare ha presentato ieri. Il tema cruciale sarà il pilastro socio-economico del processo di Lisbona, ha detto Maroni, elencando i vari punti: responsabilità sociale delle imprese; lotta all’esclusione sociale, favorendo la conciliazione tra vita professionale e familiare, con particolare riferimento al ruolo della famiglia; una strategia europea contro il lavoro nero; rafforzamento delle politiche per l’occupazione, riforma del mercato del lavoro. La responsabilità sociale delle imprese, ha spiegato Maroni, sta molto a cuore al Governo italiano: il ministero sta preparando un progetto per individuare un sistema di valutazione delle aziende. «Serve un’azione comune tra Esecutivo e mondo delle imprese, che induca gli imprenditori a finanziare progetti dal valore sociale, con la possibilità di avere vantaggi fiscali», ha detto il ministro. Da un sondaggio tra i consumatori, ha continuato, emerge che il 70-80% è disposto a spendere anche di più se acquista beni di un’azienda socialmente responsabile. «Sarà il tema numero uno della presidenza italiana», ha detto ancora Maroni. E proprio oggi si terrà un convegno per mettere a confronto le esperienze italiane e inglesi. Altro argomento combattere l’esclusione sociale, conciliare lavoro e famiglia. «Ogni anno vengono spese 3 milioni di ore per i non autosufficenti e il 95% vengono sostenute dalla rete familiare», ha datto Maroni. Anche sul lavoro nero bisognerà concentrare l’azione europea: il ministro del Welfare punta a far maturare una strategia comune europea, anche se ha sottolineato che l’Italia è il Paese dove il fenomeno è più vasto. Secondo le stime internazionali, in Italia il 35% del Pil deriva dal sommerso ed è preoccupante che il 40% dei lavoratori italiani, come emerge dalle statistiche, sia occupato in modo irregolare. La Commissione europea ha già organizzato un seminario su questo tema nell’aprile scorso. L’Italia organizzerà una sessione speciale nell’ambito della Conferenza europea sull’occupazione ed è pronta a preparare una risoluzione del Consiglio basata sulle conclusioni di questo evento. Infine, altro obiettivo del semestre, rafforzare le politiche per l’occupazione, approfondendo le strategie di Lisbona e verificarne gli obiettivi per il 2010. Recentemente proprio Maroni aveva affermato che l’Italia avrebbe chiesto una revisione degli obiettivi, vista la congiuntura economica. Ieri il ministro è stato meno esplicito, fermo restando che una delle principali sfide europee è di assicurare occupazione al maggior numero di persone, garantire un calo durevole della disoccupazione, far sì che un numero crescente di individui abbandoni il sistema dei sostegni passivi al reddito per entrare nel mercato del lavoro. Un modo per aumentare la prosperità e rendere sostenibili i sistemi di welfare dei Paesi europei.
              N.P.