Pronto il piano anti crac per il turismo di Tanzi

29/04/2003
      martedì 29 aprile 2003

       
       
      Pagina 39 – Economia
       
       
      Forse oggi la firma per il salvataggio, Capitalia l´istituto più esposto
      Pronto il piano anti crac per il turismo di Tanzi

      Banche in campo, intesa sui 320 milioni di debiti
              L´imprenditore emiliano sottoscrive un aumento di capitale da 100 milioni di euro
              GIOVANNI PONS


              MILANO – Le banche salvano il turismo del cavalier Tanzi. Si dovrebbe firmare oggi, salvo sorprese dell´ultim´ora, il piano di ristrutturazione del debito della Parma Tour, la società creata ad hoc nella quale sono state conferite tutte le attività legate al turismo – da Club Vacanze a Comitours a Going, Chiariva e Last Minute Tour – che in questi anni sono state acquisite direttamente dalla famiglia Tanzi. Una campagna acquisti durata una decina d´anni e condotta dalla figlia di Calisto, Francesca, appoggiata un po´ incautamente dal sistema bancario che alla fine si è trovato esposto per la ragguardevole cifra di 320 milioni di euro.
              Ora, dopo mesi di estenuanti trattative tra il comitato consultivo delle 30 banche creditrici, composto da Mediocredito Centrale, Mps e Banca Intesa e gli advisor dei Tanzi e della Parma Tour (tra cui la Vp Finance guidata da Isidoro Lucciola) tutto è pronto per ospitare le firme in calce ai contratti di rinegoziazione del debito. All´appello dei banchieri manca solo la seconda parte dell´aumento di capitale da 101,5 milioni che Tanzi si è impegnato a versare come precondizione per l´allungamento del debito. E, salvo un clamoroso dietrofront, i 55 milioni dovrebbero arrivare entro 15 giorni ed evitare così pericolosi contraccolpi da parte del sistema bancario nei confronti della casa madre Parmalat Finanziaria, anch´essa esposta con le banche per 1,8 miliardi di euro.
              Per rimettere in carreggiata la Parma Tour, Tanzi e i banchieri hanno raggiunto un accordo su tre livelli: il cambio del management, un nuovo piano industriale e la ristrutturazione finanziaria. Il primo punto è già stato realizzato con l´arrivo di Romano Bernardoni, uomo di fiducia di Calisto Tanzi e di Roberto Tedesco, il manager che gestiva le partecipazioni turistiche all´Ifil della famiglia Agnelli, mentre Francesca Tanzi è rimasta in consiglio a rappresentare l´azionista.
              Il piano dei nuovi manager, secondo fonti vicine alle banche, prevede poi la focalizzazione del business sulla gestione di villaggi e alberghi, sul tour operating e sul web, con la previsione di tornare al pareggio operativo nel 2004 e nel 2006 di reggere anche l´impatto sul bilancio degli oneri finanziari su un fatturato che nel frattempo dovrebbe crescere da 226 a 370 milioni. I 100 milioni di denaro fresco versati dai Tanzi, determinanti per la conclusione dell´accordo, dovranno servire proprio ad arrivare fino a questo punto; in cambio il sistema bancario concede tre anni di break sul rimborso della quota capitale dei debiti. Per esempio su 73,6 milioni di euro di mutui ipotecari il rientro sul capitale ricomincerà nel 2006 e terminerà nel 2021 mentre gli interessi decorreranno regolarmente al tasso del 5,5%. Tre anni di ossigeno sono stati concessi anche ai 170 milioni di crediti chirografari, di cui 120 di scoperto a breve, sui quali il sacrificio delle banche non è stato facile da ottenere. La rinegoziazione ha poi riguardato anche 30 milioni di crediti del pool Ifitalia e 34 milioni del prestito obbligazionario Bam garantito dal pegno sui titoli.
              Se la complessa operazione andrà in porto Tanzi e le banche più esposte verso la Parma Tour tireranno un bel sospiro di sollievo. L´avventura nel turismo è costata alla famiglia di Collecchio in un decennio qualcosa come 200 milioni di euro di perdite più le garanzie fornite sui 300 milioni di finanziamenti ottenuti a cui si aggiungono gli ultimi 100 milioni di aumento di capitale per tornare a una situazione di bilancio accettabile. Per sua fortuna i banchieri che lo hanno accompagnato in questa costosa avventura non si sono tirati indietro all´ultimo momento: in primo luogo Capitalia, esposta complessivamente per 75 milioni di euro, seguita da Mps con 50 milioni e da Bpl, Centrobanca e Banca Intesa.