Pronto il pacchetto lavoro: sgravi per 2.000 miliardi

18/09/2001

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Pronto il pacchettolavoro
sgravi per 2.000 miliardi

Riguarderà part time e collocamento. Fisco, riduzioni per famiglie e imprese

ROBERTO PETRINI


ROMA – Sono in dirittura d’arrivo i due convogli che contengono i provvedimenti sul lavoro e le stime sulla spesa pensionistica. Venerdì prossimo il ministro del Welfare Maroni riceverà i risultati della commissione Brambrilla e le proposte di riforma contenute nel «Libro bianco» sul mercato del lavoro.
Entrambi i dossier saranno presentati alle parti sociali il 1° ottobre, subito dopo il varo della Finanziaria, ma in tempo per l’elaborazione e la presentazione dei provvedimenti collegati per i quali il limite è il 15 ottobre. In particolare il «collegato» sul lavoro dovrebbe contenere misure sulle quali si è registrato già consenso: vi figurerebbe uno snellimento delle procedure burocratiche per il contratto part time; l’informatizzazione e la liberalizzazione del collocamento; l’abolizione dell’esclusiva per le agenzie di lavoro interinale; il provvedimento mirato a rendere più flessibile l’orario di lavoro.
Resterebbero fuori, per essere affidati ad un successivo e più meditato disegno di legge, il contestato articolo 18, la riforma degli ammortizzatori sociali, i sistemi contrattuali, i nuovi modelli di partecipazione dei lavoratori al capitale delle imprese.
Subito dopo la discussione sulla Finanziaria, come ha assicurato anche ieri il ministro Maroni, inizierà il confronto con le parti sociali sul Welfare e sulla questione della previdenza. «Tutta la prossima settimana – ha spiegato Maroni – sarà dedicata agli incontri con le parti sociali sulla Finanziaria che va depositata in Parlamento entro il 30 settembre. E dal giorno dopo potremo cominciare a parlare, sempre con le parti sociali, di Welfare e di pensioni».
Si intensifica, intanto, il lavoro attorno alla Finanziaria e al cosiddetto pacchettosicurezza: fondi saranno spostati da una posta all’altra con l’obiettivo di recuperare risorse per difesa e intelligence. Di conseguenza, ha detto ieri il sottosegretario all’economia Daniele Molgora, gli sgravi non potranno essere consistenti. Secondo Molgora (Lega) le riduzioni si aggireranno nell’ordine di 2.000 miliardi complessivi. «Gli sgravi – ha spiegato – saranno indirizzati per il 50 per cento alle famiglie e per l’altro 50 per cento alle attività produttive nel loro complesso, imprese e lavoratori autonomi».
Il lavoro della commissione istituita dal sottosegretaio al Welfare Brambilla prosegue senza sosta: stabilito che la riforma Dini fino ad oggi ha avuto gli effetti sperati, si tratta di vedere le previsioni. Un ragionamento ispira tuttavia alcuni commissari: i calcoli della Ragioneria impliciti nel Dpef stimano i risparmi sulla spesa previdenziale per i prossimi trent’anni sulla base della riduzione del tasso di disoccupazione, ma anche riducendo a zero il tasso dei disoccupati tra i 25 e i 55 anni risulta difficile ottenere l’aumento del pil sperato e in grado di sostenere la riforma. Di conseguenza si rafforzano sempre di più gli argomenti di coloro che vedono o nell’allargamento delle frontiere agli immigrati o nell’anticipo dell’abolizione delle pensioni di anzianità la soluzione più adatta a risolvere la questione italiana della previdenza.