Pronto il nuovo regolamento: addio alle offerte al massimo ribasso, verifiche continue sui lavori

17/06/2010

Maggiore trasparenza negli appalti pubblici e più qualità nella realizzazione delle opere. A questo punta il nuovo regolamento sugli appalti che arriva domani in Consiglio dei ministri. Un provvedimento di 350 articoli e diversi allegati, messo a punto dal ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, che racchiude in un unico testo le disposizioni regolamentari su contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, introducendo importanti novità.
Il regolamento, previsto da un decreto del 2006, aveva avuto una prima approvazione dal governo Prodi nel luglio 2007. A seguito di numerosi pareri del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e di altri organismi, l’ultimo dei quali nel febbraio 2010, si è approdati al testo attuale.
Va subito detto che nel provvedimento che entrerà in Consiglio dei ministri non dovrebbe esserci l’allegato A1 che imponeva il possesso di attrezzatura per l’accesso a alcune lavorazioni specialistiche, come i rilievi topografici, l’armamento ferroviario e tutta l’impiantistica. Lavorazioni che, oggi, vengono prese in appalto da imprese non specializzate che poi le appaltano a imprese più tecniche. Per Ance e Agi, tali norme avrebbero ristretto troppo la concorrenza. La materia sarà affidata a uno specifico decreto.
«Il regolamento introduce una maggiore attenzione a programmazione e progettazione delle opere» commenta il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti. Ad esempio vi si specifica che il responsabile del procedimento pubblico deve garantire «un’idonea professionalità». Ma soprattutto si definisce più analiticamente cosa s’intenda per progetto preliminare e definitivo, con riferimento all’armamentario tecnico necessario. S’introduce poi la verifica del progetto, che sarà obbligatoria su ogni livello e dovrà svolgersi in parallelo e in contemporanea con la progettazione e non dopo la sua conclusione. L’obiettivo è verificare la conformità della soluzione progettuale alle specifiche contenute nello studio di fattibilità, a sua volta ridefinito. «Il progettista sarà responsabile in caso di sbagli, rispondendo economicamente nei limiti della copertura assicurativa, con un meccanismo che richiama quello della Grecia di Pericle» commenta Buzzetti.
Rilevante il capitolo delle Soa (Società organismi di attestazione), cioè di quegli organismi privati cui l’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici consente l’accertamento dell’ esistenza, nei soggetti esecutori di lavori pubblici, degli elementi di qualificazione, ovvero della conformità dei requisiti alle disposizioni comunitarie. Il regolamento potenzia i controlli da esercitarsi sulle Soa, sanzionando sotto il profilo pecuniario e interdittivo, fino alla decadenza dell’autorizzazione, quelle che commettano irregolarità. L’Autorità di vigilanza viene dotata del potere di annullare le attestazioni rilasciate in difetto dei necessari requisiti. La stessa Autorità sanziona le imprese che non forniscano le informazioni richieste: i costruttori rischiano fino a 51 mila euro di sanzione per i certificati falsi e fino a 25 mila per le mancate risposte. A loro volta le Soa potranno accedere a informazioni sulle imprese dal casellario giudiziale in modo integrale.
E, a proposito della qualificazione delle imprese, s’introducono due nuove classificazioni, fino a 1,5 milioni di euro e fino a 3 milioni, per aderire alle richieste avanzate dalle piccole e medie imprese di poter partecipare a appalti di importi intermedi. Infine si ridimensiona l’incidenza della cifra d’affari in lavori, necessaria per ottenere l’attestazione Soa, a favore di elementi maggiormente significativi dell’affidabilità dell’impresa, quali il patrimonio netto, l’indice di liquidità e i requisiti riferiti al personale e alle attrezzature.
Ma la principale delle novità probabilmente è nella norma che prevede, per i servizi di architettura e di ingegneria, la valutazione delle offerte con il solo criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa e non più quello del massimo ribasso. Inoltre negli appalti-concorso e negli appalti integrati, sono ammesse variazioni qualitative e quantitative non superiori al 10% per i lavori di recupero, ristrutturazione e manutenzione, e del 5% negli altri casi.
Va segnalato che per gli appalti di progettazione esecutiva e di esecuzione di lavori di ammontare a base d’asta superiore a 75 milioni e per gli affidamenti a contraente generale, si introduce la «garanzia globale di esecuzione»: un sistema inteso a associare alla semplice garanzia fidejussoria di buon adempimento, una più vasta garanzia di fare. In pratica si obbliga il garante a far conseguire, a chi ha appaltato, non già il semplice risarcimento monetario ma la stessa realizzazione sollecita dell’opera secondo un meccanismo già adoperato negli Usa.