Pronto il federalismo professionale

20/06/2003

ItaliaOggi (Professioni)
Numero
145, pag. 35 del 20/6/2003
di Ignazio Marino



La Conferenza dei presidenti delle regioni ha approvato i principi fondamentali per il settore.

Pronto il federalismo professionale

Associazioni da regolamentare con un nuovo registro specifico

Pronte le regole comuni in materia di professioni. La Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome ha infatti approvato ieri la proposta di legge regionale contenente la ´Disciplina e i principi fondamentali in materia di libere professioni’, messa a punto dall’assessore toscano con delega ai rapporti con le professioni, Carla Guidi. Sono sostanzialmente due le novità proposte per il mondo professionale. La prima prevede tre livelli di ordini: nazionale, regionale e locale. La seconda prevede per le associazioni non regolamentate il riconoscimento (attraverso requisiti standard) del loro lavoro con l’istituzione di un registro regionale e il controllo della qualità della prestazione. È questo il sistema duale proposto, che nei prossimi giorni sarà inviato al sottosegretario alla giustizia, Michele Vietti, e alla commissione giustizia al senato, dove si lavora alla riforma delle professioni. L’articolazione del progetto di legge, in dettaglio, va a specificare gli ambiti di competenza legislativa statale, i principi fondamentali del sistema vincolanti e i principali ambiti nei quali la competenza normativa regionale può essere esercitata. Spazio soprattutto alle disposizioni relative alle attività professionali regolamentate (che ricalcano la legislazione vigente), comprensive della disciplina degli ordini e degli albi, dei requisiti e delle modalità di accesso, delle tariffe, della responsabilità e della deontologia. Nel progetto di legge una delle novità portanti riguarda le disposizioni in materia di professioni non regolamentate e delle relative forme e requisiti associativi. Infine trova spazio anche la regolamentazione delle società tra professionisti. Nello spirito di dare attuazione alla riforma del titolo V della Costituzione, nel quale viene attribuita la competenza concorrente alle regioni in materia di professioni, la Conferenza ha inteso dare un segnale a favore della politica territoriale dello sviluppo delle professioni.

Primo e comune principio portante della legge è quello di affermare ´la libertà di esercizio delle professioni intellettuali, cui si connettono i principi dell’autonomia del professionista come singolo e delle espressioni ordinistiche e associative che lo rappresentano’. Non bisogna, però, dimenticare che le competenze concorrenti sono destinate a scomparire con il testo La Loggia, il nuovo disegno di legge costituzionale di riforma del titolo V, come ha già annunciato lo stesso ministro per gli affari regionali. In proposito, nessuna preoccupazione per l’assessore Guidi, la quale ritiene che ´passerà ancora del tempo prima che il ddl La Loggia possa divenire operativo’. Motivo per cui, nel frattempo, si è ritenuto dare spazio, con questa proposta, all’emersione di una serie di professioni nuove, spesso legate ai rapporti di lavoro ´atipici’, che si affiancano alle professioni già note dall’ordinamento.

´La proposta approvata ieri’, ha commentato soddisfatta Carla Guidi, ´vuole dare un segno forte al settore delle professioni, che la legislazione concorrente può essere praticata. Il nostro lavoro vuole essere un atto di collaborazione e non di opposizione politica. Lo dimostra l’unanimità raggiunta in seno alla Conferenza’.

L’approvazione del documento è stata accolta con favore anche da Giuseppe Lupoi, presidente del Colap (Coordinamento delle associazioni non regolamentate), che ritiene la proposta ´un passo importante verso l’emersione delle professioni non regolamentate’. Più cauto Raffaele Sirica, presidente del Cup (Comitato degli ordini), che, nell’attesa di esaminare la proposta regionale, continua a sostenere l’importanza del testo Vietti, messo appunto con la collaborazione degli operatori del settore.