Pronto il condono tombale

04/10/2002

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
235, pag. 2 del 4/10/2002
di Giampiero Di Santo


L’emendamento alla manovra è stato annunciato ieri da Luigi Vitali (Fi).

Pronto il condono tombale

Sanatoria edilizia limitata ai casi di necessità

Cambia subito volto, come atteso, la Finanziaria 2003. Con l’emendamento che contiene il condono fiscale cosiddetto tombale e potrebbe prevedere anche una sanatoria edilizia annunciato ieri dal capogruppo di Forza Italia in commissione giustizia di Montecitorio, Luigi Vitali.

Una misura che potrebbe fare incassare 10 miliardi di euro, contro gli 8 previsti dal governo con i due concordati, la riapertura dello scudo fiscale e la chiusura delle liti pendenti con il fisco. E che consentirebbe al governo di rendere meno dure le misure previste dal decreto legge che ha rimodulato Dit e Superdit e costretto le grandi imprese a fare i conti con una stangata da circa 3 miliardi di euro (di cui 1 a carico delle banche). Ma accanto ai provvedimenti già decisi, ce ne sono altri che non arriveranno seppure ´ineludibili’, come la riforma delle pensioni così definita dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. ´Sono convinto che la riforma delle pensioni è ineludibile’, ha dichiarato. ´Poi c’è la realtà politica del parlamento…’, ha tagliato corto. Qualcosa, comunque, è già avvenuto con la Finanziaria.

I lavoratori con 58 anni di età e 37 di contributi versati che decidono di conservare il loro posto e rinunciare alla pensione di anzianità percepiranno uno stipendio mensile più ricco, perché i contributi previdenziali si trasformeranno in somma prelevata a titolo di contributo di solidarietà e pari al 10% dell’importo, contro l’attuale 33%.

In ogni caso, ha aggiunto Berlusconi, la Finanziaria 2003 sarà modificata in corso d’opera, ha detto prima di incontrare il leader di Confindustria, Antonio D’Amato, ´se arriveranno suggerimenti per migliorarla’.

CONDONO TOMBALE E CONDONO EDILIZIO. È stato Vitali, ieri, a illustrare la modifica più avversata e al tempo stesso più desiderata da buona parte della Casa delle libertà. ´Il condono tombale è il modo migliore per trovare risorse’, ha detto Vitali. ´La Finanziaria non può essere blindata, servono spazi di manovraÉ Tremonti forse non è entusiasta del condono, ma prenderà atto della volontà del parlamento’. Se le stime di gettito indicate da Vitali fossero realistiche, del resto, Giulio Tremonti non potrebbe che essere soddisfatto. Il ministro dell’economia troverebbe in sol colpo i soldi per il credito di imposta per il Sud, magari con un tetto per l’utilizzo dei fondi. E potrebbe alleggerire la pressione sulle imprese esercitata dal dl che ha tagliato Dit e Superdit.

Ecco perché Vitali, ieri, ha sottolineato che nella coalizione c’è un consenso crescente per la trasformazione dei concordati in condono tombale. E ha aggiunto che non è esclusa l’ipotesi di una sanatoria edilizia ´non generalizzata ma riservata solo ai casi di necessità abitativa’. I fondi, in questo caso, potrebbero essere utilizzati per evitare la trasformazione dei contributi a fondo perduto per lo sviluppo in prestiti ventennali per le imprese da restituire a tasso superagevolato. Quello che conta, comunque, nel momento in cui cominciano le grandi manovre per indurre Tremonti ad allentare i cordoni della borsa, è che, come ha detto il viceministro dell’economia, Mario Baldassarri, ´l’importo della legge finanziaria, 20 miliardi di euro, è completamente coperto con un obiettivo di indebitamento netto di deficit pubblico all’1,5% del pil che è quanto concordato in sede europea’. A dire la verità, sarà il consiglio Ecofin in programma lunedì e martedì prossimi a Lussemburgo, a dire l’ultima parola sullo slittamento al 2006 del pareggio di bilancio per gli stati membri, e a sottoporre poi la questione all’esame dei capi di stato e di governo. Ma considerato che in ballo ci sono Germania, Francia e Italia e un paese comunque di primo piano come il Portogallo, sembra difficile che l’Ecofin non approvi la proposta della Commissione guidata da Romano Prodi. Ecco perché il governo ha potuto impostare una manovra di bilancio che impone sacrifici a enti locali, regioni, sanità, pubblica amministrazione e promette sgravi Irpef per 5,5 miliardi di euro con l’entrata in vigore della prima parte della riforma fiscale firmata da Tremonti. Una somma che però potrebbe scendere, almeno secondo le cifre indicate nella relazione tecnica alla Finanziaria 2003, che parla di un minore gettito dell’imposta sui redditi delle persone fisiche pari a 3,49 miliardi nel 2003, a 3,54 nel 2004 e a 3,8 nel 2005. E di mancati incassi Irpeg per 194 milioni di euro l’anno prossimo, 2,6 miliardi nel 2004 e 607 milioni nel 2005.