«Pronti allo sciopero generale»

07/02/2002





Cofferati esorta il sindacato a �proseguire la lotta� contro le deleghe del Governo: �Ledono la democrazia sostanziale�
�Pronti allo sciopero generale�
Appello all’unit� tra confederazioni�Preoccupa la sinistra che dimentica il lavoro� – Anomalo il rapporto Esecutivo-imprese
Massimo Mascini
(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – Una Cgil autonoma dai partiti politici, pi� vicina a Cisl e Uil, fortemente impegnata nella difesa dei diritti e delle tutele dei lavoratori, messi in pericolo da un’inedita e preoccupante alleanza sviluppatasi tra il Governo di centro-destra e la Confindustria, contro la quale � necessario usare anche lo sciopero generale. � questa la Cgil che Sergio Cofferati ha descritto ieri nella lunga relazione con la quale ha aperto i lavori del 14� congresso della sua confederazione. Non ha fatto nemmeno un riferimento alla crisi del Centro-sinistra. Fedele alla promessa di parlare solo di sindacato, anche per rafforzare la sua dichiarazione secondo la quale alla base delle decisioni della Cgil c’� sempre e solo il merito dei problemi, Cofferati ha per� chiesto �alla politica, e in particolare alla sinistra, attenzione e rispetto� per il mondo del lavoro. La risposta di Cisl e Uil verr� stamattina dagli interventi di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, che pure hanno gi� espresso seri dubbi sulla possibilit� di arrivare allo sciopero generale. Ma sembra proprio il riferimento allo sciopero generale il passaggio pi� importante della relazione del segretario della Cgil. Cofferati stesso del resto non si � nascosto l’irritualit� di parlare di una scelta del genere in un congresso, quando compete semmai al direttivo confederale decidere. Ma proprio sull’irriducibilit� dello scontro con Governo e Confindustria Cofferati ha centrato la sua relazione, per cui gli � venuto normale, dopo aver lodato gli scioperi di queste settimane e la forte partecipazione cui hanno dato luogo, dichiararsi �convinto che in questo quadro articolato di iniziative debba trovare collocazione anche lo sciopero generale�. A suo avviso infatti in questi mesi si � verificata una vera e propria �anomalia, individuabile nei rapporti tra industrie private e Governo, mai cos� stretti e dipendenti, tali da produrre una congiunta azione sinergica per alterare il quadro di regole e procedure che in questi anni hanno garantito stabilit� e risanamento�. Cofferati ha distribuito colpe e responsabilit� ai suoi interlocutori e anche al Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio, cui ha imputato di �ignorare tutto, realt� compresa, per non rivedere le sue mirabolanti previsioni di boom economico�. Per Cofferati le imprese, �molte, non tutte per fortuna�, difendono un modello di competizione sempre pi� accentuato, che ha finito nei fatti per coinvolgere anche tutele e diritti dei lavoratori, visti come un costo e quindi eliminabili. Una strategia accentuatasi con l’avvento dell’euro che ha impedito le svalutazioni competitive senza che le aziende avessero accettato la vera sfida degli investimenti in qualit�. Di qui la scelta di avvicinarsi al Governo, al quale chiedere �maggiori trasferimenti automatici di risorse dello Stato verso le imprese e l’abbattimento di protezioni, diritti e vantaggi contrattuali dei lavoratori�. Ma Cofferati � stato molto drastico nel suo giudizio anche verso il Governo, al quale ha rimproverato tra l’altro di �praticare pericolose lesioni di importanti pratiche della nostra democrazia sostanziale�. Sotto accusa tutta la politica economica, non in grado di rispondere alle promesse elettorali. Senza risultati i provvedimenti dei cento giorni, sia la Tremonti bis che le norme per l’emersione, ma soprattutto pericoloso il sistematico ricorso alle deleghe, che mette in discussione �funzioni primarie dello Stato laico perch� esautora la discussione parlamentare e svuota il negoziato sociale�. Ma preoccupa Cofferati anche il fatto che il Governo �giustifichi sempre le proprie scelte con l’esigenza di corrispondere alle richieste dei propri elettori, ignorando sistematicamente gli interessi generali del Paese, che invece dovrebbero caratterizzare ogni atto di Governo�. Contro questi avversari la Cgil � pronta a lottare anche con lo sciopero generale con l’obiettivo di �difendere o, se si preferisce, conservare i diritti�. Cofferati non ha paura delle parole e rivendica �la difesa di quei diritti e di quelle tutele fondamentali che sono il tessuto connettivo di un Paese democratico�. Una scelta giusta, sostiene, considerando il consenso trovato, ma che si basa anche sull’abitudine a contrattare. E cos� Cofferati loda l’accordo per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego, perch� ha difeso i salari e distribuito produttivit� e perch� ha restituito forza al modello contrattuale. Accordo che non intacca la difesa dei diritti e in particolare la richiesta dello stralcio delle norme relative all’articolo 18 dello Statuto e dell’arbitrato. Per portare avanti questa lotta dura servirebbe pi� unit� con Cisl e Uil. Cofferati ha lodato la compattezza di questi giorni, ma a suo avviso non basta. Per questo ha invitato i �cugini� a discutere assieme un possibile progetto unitario partendo �dai valori comuni, da tratti di comune identit�. Primo passo, una legge sulla rappresentanza, sulla base delle norme scelte per il pubblico impiego.

Gioved� 07 Febbraio 2002